Il consenso informato va contro la ricerca

Redazione DottNet | 10/05/2009 10:07

Il consenso informato per le sperimentazioni cliniche sta diventando una barriera nella comunicazione fra medico e paziente e un boomerang per la ricerca.

 E' la conclusione degli esperti riuniti a Pavia, nel convegno internazionale organizzato su questo tema dal Policlinico San Matteo. ''Abbiamo bisogno di sperimentazione clinica, ma spesso nell'ambito dei comitati etici ci sono difficoltà e il consenso informato finisce per essere inteso in forma burocratico-amministrativa'', ha rilevato uno degli organizzatori del convegno, Carlo Alberto Redi, direttore scientifico del San Matteo. ''Il risultato - ha aggiunto - sono pagine e pagine di testo incomprensibili, che annullano la comunicazione fra medico e paziente. Insomma, uno strumento importante si è trasformato in un boomerang''. Le conseguenze finiscono per ricadere in modo pesante anche sulla ricerca perchè i tempi per definire documenti così formali e burocratici possono ritardare l'avvio di una sperimentazione: ''si allungano i tempi che possono portare a conoscenze da tradurre in terapie'', ha rilevato Redi. Risultato di questo primo incontro è quindi un appello alla chiarezza e all'educazione perchè il consenso informato possa essere un ''documento ampio e aperto, nel quale - ha spiegato l'esperto - il paziente accetta che i suoi dati, informazioni e cellule possono essere utilizzati in ricerche future''.

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