Braggio (Ad AstraZeneca): Puntiamo sulle aree oncologiche. Difficoltà per gli accessi regionali ai farmaci

Aziende | Redazione DottNet | 11/05/2009 15:26

Nicola Braggio è il nuovo presidente e amministratore delegato di AstraZeneca Italia che ha chiuso il primo trimestre 2009 con il fatturato in crescita. Braggio, 52 anni, dopo aver maturato negli ultimi 4 anni una solida esperienza internazionale, alla guida di AstraZeneca in Ungheria prima e dal novembre 2007 in Turchia è adesso in Italia. In AstraZeneca dal 1988, ha ricoperto in precedenza ruoli in diverse funzioni aziendali della sede italiana del Gruppo anglo-svedese.

 

AstraZeneca si pone tra i leader mondiali del settore: come commenta la chiusura del primo trimestre 2009 in Italia?

L'analisi dei nostri risultati del trimestre deve partire dal presupposto che stiamo vivendo una significativa contrazione del mercato in un contesto macroeconomico negativo. Valutati in questo cornice i nostri risultati, pur registrando una lieve flessione, mantengono un connotato positivo seppur relativi ad un periodo molto limitato. Le nostre vendite si sono quinti attestate per questo periodo a 189 milioni e hanno scontato l' influenza negativa, ma prevista, dovuta alla perdita nella seconda metà dello scorso anno della copertura brevettuale di bicalutamide, importante prodotto per il tumore della prostata. Questa flessione è però controbilanciata dalla buona affermazione sul mercato della nuova formulazione a rilascio prolungato di Seroquel (quietapina), farmaco per il trattamento di pazienti schizofrenici mentre continua l'andamento positivo di Crestor (rosuvastatina), farmaco per il trattamento della ipercolesterolemia.

Su quali nuovi prodotti state lavorando e quando li vedremo in commercio?

Attualmente, stiamo lavorando per aumentare la partecipazione dell'Italia in studi di fase precoce (fasi 1 e 2) in aree terapeutiche caratterizzate da grande bisogno medico, come quelle oncologica, delle neuroscienze, delle malattie cardiovascolari, metaboliche, respiratorie, reumatologiche ed infettive. Stiamo lavorando con impegno ed entusiasmo al lancio, che avverrà a breve, di Iressa (gefinitib), la prima target therapy per la terapia del tumore polmonare non a piccole cellule, che verrà impiegato in modo selettivo nei pazienti con alta probabilità di risposta; si tratta di una proposta terapeutica di formidabile valore, nella quale riponiamo grandi speranze. Contemporaneamente con questa importante scadenza stiamo adoperandoci per ottenere nuove indicazioni per la formulazione a rilascio prolungato di Seroquel (quetiapina). Inoltre, i miei colleghi sono fortemente impegnati, insieme a BMS, allo sviluppo e registrazione di due nuove molecole innovative (saxagliptina e dapaglifozina) per la terapia del diabete mellito, patologia che rappresenta oggi per la sua frequenza un grave problema di carattere socio-sanitario nei paesi occidentali: Onglyza ( saxigliptina ) dovrebbe essere disponibile sul mercato nel 2010. Siamo anche fortemente impegnati nel programma di sviluppo clinico di un nuovo e potente antiaggregante piastrinico (AZD6140) per la cura della sindrome coronarica acuta e di un nuovo vaccino antiinfluenzale somministrabile per via intranasale.

Come si svilupperà nei prossimi anni l'informazione medico-scientifica?

Il Codice comunitario, entrato in vigore nel 2006, ha ribadito che l'attività di informazione scientifica costituisce una forma di pubblicità del farmaco, finalizzata ad incrementare le vendite. In questo contesto, l'impresa farmaceutica è tenuta a perseguire i propri obiettivi di profitto attuando un'informazione scientifica corretta ed etica, in relazione al profilo del prodotto ed ai bisogni dei pazienti, in modo da favorire l'appropriatezza prescrittiva da parte della classe medica. Questo porterà - anzi la tendenza è già iniziata - alla nascita di nuove professionalità (dal punto di vista dell'informazione scientifica), che rispondano con nuove competenze ai bisogni effettivi della classe medica, sia da un punto di vista scientifico (es. settore dei biologici), sia da un punto di vista dei servizi a supporto degli operatori del sistema sanitario, anche attraverso l'utilizzo di nuove forme di comunicazione maggiormente interattive, per consentire una sempre pi> ù rapida ed efficace risposta ai bisogni dei pazienti.

I ritardi dell'Italia nel concedere le autorizzazioni ai nuovi farmaci come si ripercuotono sulla sua azienda?

Sinceramente oggi il tema più preoccupante riguarda l'accesso regionale dei farmaci registrati a livello comunitario prima ed italiano, AIFA, successivamente. Il bene farmaco non dovrebbe scontare ritardi ulteriori una volta autorizzato a livello nazionale; mi preoccupa non mettere velocemente a disposizione dei pazienti un efficace strumento terapeutico ma penso anche alla necessità di garantire l'equità dell'accesso dei farmaci indipendentemente dalla regione di residenza dei cittadini. Sono convinto che la prima responsabilità di ogni governo regionale sia assicurare ai cittadini, per quanto possibile, pari diritti evitando il rischio di una divaricazione nella offerta dei servizi tra le diverse aree del Paese. AstraZeneca ha la volontà di essere partner presente ed affidabile in questo contesto di conciliazione fra universalità delle cure e federalismo sanitario; il nostro forte impegno nell'affermazione della appropriatezza prescrittiva credo sia un eccellente esempio in questa direzione.

Avete in cantiere acquisizioni di altre aziende?

In una recente intervista, David Brennan (CEO del Gruppo AstraZeneca - ndr) ha ribadito che AstraZeneca non è interessata a maxi-acquisizioni come quelle che stanno interessando molte big pharma negli USA; ha però confermato che l'azienda continua ad esplorare il mercato, per cogliere eventuali opportunità che permettano di aggiungere nuove molecole alla propria pipeline.

Il generico davvero rivoluzionerà il mercato del farmaco?

Va fatta una premessa: AstraZeneca crede che sia i farmaci protetti da brevetto sia i generici possano giocare un ruolo nella sostenibilità della spesa sanitaria. E' responsabilità quindi di tutti considerare l'opportunità offerta dai farmaci equivalenti, unitamente a tutte le altre misure che possono favorire una razionalizzazione delle risorse E' necessario tuttavia che tale equilibrio si inserisca in un contesto ove la tutela della proprietà intellettuale rappresenti un cardine essenziale per incentivare l'innovazione. Misure quali l'introduzione del prezzo di riferimento, ad esempio, non solo minano i principi alla base della tutela del brevetto ma si dimostrano inefficaci ai fini del controllo della spesa, poichè non fanno leva sull'educazione ad una corretta prescrizione. Per consentire un uso razionale dei propri farmaci, AstraZeneca ha definito per i principali prodotti degli algoritmi che ne consentono l'impiego in situazioni cliniche e in categorie di pazienti che possono trarne maggior beneficio. Se da un lato è importante considerare l'opportunità di risparmio offerta dal generico, è altrettanto vero che sarebbe auspicabile che la scelta del medico fosse guidata da fattori quali la tipologia e il decorso della patologia, il quadro sintomatologico e diagnostico contingente e la storia naturale del paziente.

Silvio Campione

 

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