Viale, abolire la ricetta per la pillola del giorno dopo

Redazione DottNet | 12/05/2009 19:16

farmaci ginecologia

''Dopo gli Usa di Bush e gran parte dell'Europa, anche la Spagna di Zapatero ha abolito la ricetta per la contraccezione di emergenza, meglio nota come pillola del giorno dopo (da non confondere con la Ru486, che serve per l'aborto farmacologico, ndr). Ora dovrebbe farlo anche l'Italia, se non vuole rimanere il fanalino di coda in Europa e in Occidente''.

Lo afferma Silvio Viale, ginecologo esponente dei Radicali, conosciuto per la sua battaglia in favore dell'Ru486. ''Sono anni - ricorda Viale - che prescrivo la pillola del giorno dopo davanti alle scuole e sono anni che chiedo l'abolizione dell'obbligatorietà di una inutile e mortificante ricetta. Non vi sono ragioni scientifiche per la ricetta - spiega - trattandosi di una monodose di un farmaco che è considerato dall'Oms di classe 1, cioè senza limitazioni d'uso, e che è molto meno pericoloso dei più comuni analgesici, come il paracetamolo o l'acido acetilsalicilico. Vi sono invece ragioni sociali, poichè l'efficacia è maggiore quanto prima la pillola è assunta: massima entro 12 ore, l'efficacia si dimezza ogni altre 12 ore di ritardo''. Quanto alle questioni etiche, Viale chiarisce che ''non è assolutamente vero che agisca sull'ovulo fecondato, impedendone l'impianto in utero, poichè agisce sull'ovulazione nel periodo che intercorre tra il rapporto a rischio e l'ovulazione stessa''. E poi, conclude, ''rimane la vecchia regola che chi non vuole utilizzarla, è libero di non utilizzarla''.