Tiene il mercato della farmacia. Bene anche il parafarmaco

Redazione DottNet | 12/05/2009 19:23

Arrivano due buone notizie dal mondo della farmacia: la prima è che, nonostante una recessione globale avvinghiatasi su tutti i mercati, tanto dei beni durevoli quanto dei beni di largo consumo, nonostante un numero sempre più elevato di famiglie non giunga alla quarta settimana del mese, e spesso anche alla terza, il mercato della farmacia tiene, dimostrando un comportamento per certi versi sorprendente.

 Questa tenuta non deriva tanto dal comparto del farmaco, come si potrebbe essere indotti a ritenere, dato che questi fondamentali presidi per il ripristino di uno stato ottimale di salute da sempre individuano un settore relativamente “anelastico” nei consumi, considerata l’importanza del ‘bene’ sul quale intervengono; i farmaci da prescrizione, viceversa, hanno registrato addirittura una contrazione, peraltro modesta, dell’1,2% in valori nel corso del 2008. Ciò che, invece, ha consentito alla farmacia di chiudere il 2008 su posizioni sostanzialmente immutate rispetto all’anno precedente (anzi con un leggerissimo progresso dello 0,1%) è il comparto cosiddetto “commerciale”, ovvero di tutti i prodotti sganciati dalla prescrizione medica.
E anche in questo caso, il risultato non dipende dall’andamento del farmaco che appartiene a tale categoria (quello di automedicazione, acquistabile su semplice richiesta del consumatore, è in regresso del 2,3%), ma dal progresso di tutti gli altri prodotti, destinati a un impiego non tanto curativo, bensì prevalentemente preventivo, vale a dire un contesto merceologico che in astratto dovrebbe risentire maggiormente di una crisi nei consumi e della concorrenza di altri canali di vendita, dato che si tratta di prodotti apparentemente non essenziali (ma ‘quanto’ lo saranno davvero anche per il consumatore?). In realtà -e in ciò sta la seconda notizia- gli altri canali che trattano articoli in qualche modo sovrapponibili con quelli della farmacia (o del tutto uguali) avvertono i morsi della crisi economica (grande distribuzione, profumerie, negozi di articoli sanitari…), mentre la farmacia sta sottraendo loro consumi e progredisce. Ciò è tanto più significativo se si considera che proprio la farmacia, meno di tre anni fa, in questo settore si è trovata a dover competere con una concorrenza del tutto inattesa e particolarmente agguerrita e aggressiva, quella dei corner farmaceutico/salutistici della Grande Distribuzione Organizzata e gli ormai numerosi punti di vendita delle parafarmacie, sorti entrambi in seguito al processo di liberalizzazione di settore stabilito dal Decreto Bersani. Alcuni dati di mercato sono particolarmente indicativi di questa tendenza pro-farmacia: gli ‘Altri Otc’ (essenzialmente integratori alimentari non registrati) registrano un progresso dell’8,7%, il mercato cosmetico della farmacia ottiene un +3,2% e quello parafarmaceutico (strumentazione medicochirurgica/ diagnostica, prodotti per incontinenza, aghi e siringhe, contraccettivi, cerotti, eccetera) un +3,1%. Il vero exploit degli ultimi anni, in ogni caso, appare quello degli ‘Altri Otc’, il cui mercato in farmacia ha ormai quasi raggiunto le dimensioni del settore cosmetico e di quello parafarmaceutico.
 

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