Pensioni 2009: gli aumenti legati all'indicizzazione

Redazione DottNet | 12/05/2009 22:06

Anche per quest’anno è giunto il momento dell’applicazione dell’indicizzazione Istat sulle pensioni liquidate dai diversi enti previdenziali. Il tasso di svalutazione rilevato dall’Istituto Centrale di Statistica per il 2008 rispetto al 2007, rapportando ad anno l’inflazione rilevata nei mesi da gennaio a settembre 2008 compresi, è risultato pari al 3,3%, uno dei più alti degli ultimi anni.

Lo stabilisce il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali 20 novembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 290 del 12 dicembre 2008.
I medici che hanno pensioni Inpdap (ex ospedalieri, ex medici condotti) o Inps (ex dipendenti di case di cura) già dal mese di gennaio potranno contare su un incremento pari al 100% della svalutazione sulle pensioni di importo mensile fino a € 2.217,80; sull’eventuale quota eccedente, l’incremento sarà pari al 75% della svalutazione, e cioè precisamente al 2,475%.

Per le pensioni Enpam, l’indicizzazione è pari comunque al 75% della svalutazione dell’anno 2008 rispetto al 2007, ma la Fondazione per il materiale aggiornamento degli importi attende la comunicazione ufficiale dell’Istat. 

Tornando alle pensioni pubbliche, il precedente aumento risale al gennaio 2008, nella misura provvisoria dell’1,6%, calcolato sulla base dei dati dell’inflazione al settembre 2007; l’indice effettivo, registrato a dicembre 2007, si è poi attestato all’1,7%, per cui tutti i pensionati interessati, nel mese di gennaio 2009 hanno avuto diritto ad un piccolo conguaglio, basato sulla differenza dello 0,1% moltiplicata per i dodici mesi del 2008.
L’indicizzazione 2009 riguarda anche i trattamenti della fascia cosiddetta assistenziale, che vengono pagati dall’Inps: in dettaglio, la pensione sociale passa a € 337,11, l’assegno sociale ad € 409,05 ed il trattamento minimo ad € 458,20. Su quest’ultima prestazione si fonda anche il conteggio dell’integrazione al minimo Inps pagata dalla Fondazione Enpam.
Per quanto riguarda i pensionati Inps, l’importo definitivo per l’anno 2008 della pensione minima (alla luce dell’aumento dello 0,1% dell’indice inflattivo registrato in sede definitiva rispetto al valore previsionale) è stato incrementato ad € 443,56 per 13 mensilità (rispetto ad un provvisorio di € 443,12). Pertanto, in applicazione delle norme dei Regolamenti dei Fondi Speciali della Fondazione Enpam, la soglia minima di pensione, non convertibile in capitale, risulta pari ad € 11.532,56= annui ed ad € 961,05= mensili. La pensione erogata dal Fondo di previdenza generale dell’Enpam va quindi integrata sino all’importo di € 5.766,28= annui, pari a € 480,52= mensili (dal momento che l’Enpam non paga la tredicesima, l’importo di quella mensilità viene redistribuito sulle altre dodici).
Per l’anno 2009 l’importo della pensione minima INPS è stato provvisoriamente determinato in € 458,20= per 13 mensilità. Pertanto, la soglia minima di pensione a carico dei Fondi Speciali, non convertibile in capitale, è pari a € 11.913,20= annui ed a € 992,77= mensili; la pensione erogata dal Fondo di previdenza generale va integrata sino all’importo di € 5.956,60= annui, pari a € 496,38= mensili.
Ai fini del riconoscimento del diritto all’integrazione al minimo della pensione è necessario che:
? per l’anno 2008 (importi definitivi), gli eventuali altri redditi del pensionato siano inferiori ad € 11.532,56= e, cumulati con quelli del coniuge, se esistente e non separato o divorziato, non superino l’importo di € 23.065,12=;
? per l’anno 2009 (importi provvisori), gli eventuali altri redditi del pensionato siano inferiori ad € 11.913,20 e, cumulati con quelli del coniuge, se esistente e non separato o divorziato, non superino l’importo di € 23.826,40=.


 

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