Casa di cura condannata al risarcimento dei danni per il decesso di una paziente per ingestione di una soluzione disinfettante

Redazione DottNet | 12/05/2009 22:01

BPCO broncodilatatori

Si tratta di una sentenza di appello, in completa riforma della precedente di primo grado che aveva escluso la responsabilità della Casa di cura, per mancanza di prova della condotta colposa da parte del personale dipendente, in quanto non risultavano accertate le modalità di tempo e di modo con le quali la paziente deceduta si era procurata la disponibilità della sostanza velenosa poi ingerita.

 

Gli eredi della de cuius deducevano l’omessa considerazione da parte del giudice di primo grado delle sue condizioni di salute mentale (insufficiente mentale grave, con assenza di linguaggio e frequenti crisi di agitazione psico-motoria eteroaggressive): l’aver omesso di controllare un soggetto incapace e l’aver lasciato incustodito un secchio contenente disinfettante in un ambiente frequentato da malati di mente, rappresentavano, secondo parte appellante, circostanze idonee a provare la responsabilità del personale della Casa di cura nell’evento dannoso.
La prova esimente la responsabilità avrebbe dovuto, peraltro, essere offerta dalla Casa di cura, in quanto l’evento sarebbe stato sicuramente conseguenza di una situazione di pericolo determinata dal personale della stessa, oltre che del successivo inadeguato intervento del personale medico.

La Sentenza (Corte d’Appello di Roma, Sez. III, del 18 novembre 2008)
Deve presumersi fondatamente che l’ingestione del disinfettante avvenne per il comportamento tenuto dal personale della Casa di cura addetto all’assistenza della ricoverata, che evidentemente rimasta priva di sorveglianza ebbe a prelevare il disinfettante e ad ingerirlo; disinfettante, utilizzato per la pulizia degli ambienti e rimasto anch’esso incustodito.
Parte appellata avrebbe dovuto fornire la prova liberatoria quanto meno del caso fortuito, valido ai fini dell’interruzione del nesso eziologico tra condotta ed evento, prova che non è stata offerta.
Deve pertanto ritenersi accertata la responsabilità della Casa di cura nella causazione dell’evento dannoso.