Novità nella prevenzione delle malattie cardiovascolari: l'età è un fattore di rischio modificabile

Cardiologia | Redazione DottNet | 04/08/2008 12:38

Il cardine della terapia preventiva moderna è la riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare sia attraverso il cambiamento dello stile di vita sia con la terapia farmacologica.

Tra tutti i fattori di rischio ipertensione, fumo di sigaretta, dislipidemia, diabete, ecc... l'età è quello sul quale il medico non può fare nulla. Oppure no. In questo articolo brillante pubblicato su 'The Lancet' viene ribaltato il concetto di età a rischio e viene proposto un nuovo modo di vedere le cose. Le statistiche sono chiare, con l'avanzare dell'età il rischio di trasformare delle placche aterosclerotiche in bombe ad orologeria aumenta in maniera esponenziale. E' per tale motivo che gli sforzi della medicina preventiva sono focalizzati a questi gruppi di persone. Di fatto se un paziente ha 270 mg/dl di colesterolo totale ed ha 40 anni, ha un rischio medio basso di avere infarto ma se ha 60 o 70 anni il suo rischio è molto maggiore. Per ora si è cercato di trattare in prevenzione primaria solo i pazienti che sono ad alto rischio dunque i più anziani con fattori di rischio; ma gli autori del lavoro suggeriscono che sia troppo tardi. Infatti fino ad ora risulta che per troppo tempo le arterie dei pazienti siano state esposte a fattori di rischio per gran parte della vita fino ad arrivare all'età in cui è probabile l'alto rischio; dunque il soggetto deve essere sottoposto alla terapia preventiva. La provocazione proposta è: riduciamo il tempo di esposizione al rischio da subito ed evitiamo la formazione delle placche aterosclerotiche non solo la loro rottura. In questa maniera vedremo che il fattore di rischio età sarà modificato nel tempo. Tale osservazione è certamente pertinente ma si scontra con le difficoltà oggettive di estendere la terapia preventiva a larghe fasce della popolazione a rischio anche in età giovanile. L'intervento infatti include certamente l'introduzione precoce delle statine in prevenzione primaria oltre alle modifiche dello stile di vita e dunque un aumento della spesa farmaceutica. Il costo delle statine, pur essendo notevolmente ridotto negli ultimi anni con la caduta di alcuni brevetti e la “generalizzazione” dei preparati, rimane ancora elevato e limita l'applicazione di tale strategia.

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