Sanità, in arrivo altri 4,5 miliardi

Redazione DottNet | 18/05/2009 17:26

medicina sanità welfare

Per il 2010-2011 ''sono ipotizzabili 4,5 miliardi di euro in più rispetto al precedente Patto per la salute''. Lo ha affermato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi parlando ad un incontro nell'ambito del Forum della Pubblica amministrazione a Roma.

 Secondo Sacconi, dunque, ''Parlare di tagli nella Sanità è una assurdità. Si tratta di risorse aggiuntive, ma soprattutto - ha detto - corrispondono ad una diversa dinamica che va nella direzione di garantire più servizi nelle aree maggiormente arretrate del paese. Al sud infatti - ha proseguito Sacconi - spesso si spende di più ma si rende di meno in termini di servizi erogati''. Nell'incontro, il ministro è tornato anche ad illustrare i contenuti del Libro bianco sul Welfare appena varato dal governo: ''Oltre mille soggetti - ha sottolineato - hanno contribuito alla consultazione sul Libro bianco e di questi abbiamo tenuto conto, con l'intenzione di non produrre un semplice manifesto del governo bensì una cornice quanto più condivisa possibile''. Sacconi ha quindi affermato di augurarsi che l'opposizione ''superato il tempo elettorale, vorrà considerare il libro bianco un terreno condiviso per il confronto sulle modalità con cui transitare da un vecchio ad un nuovo sistema''. Il ministro ha quindi precisato che il Libro bianco avrà a valle piani di azione concreti, in coerenza con i principi in esso espressi, a partire da un progetto di linee guida con le regioni per il problema della non autosufficienza. Piani di azione, ha detto Sacconi, sono previsti anche nell'ambito della Information Technology per la salute e per il lavoro, così come si punta all'istituzione di un fascicolo elettronico per ogni soggetto attivo. Sacconi ha infine rilevato come il Libro bianco dia delle indicazioni di processo e solleciti i ''processi di razionalizzazione in atto'': Se il tempo di crisi non è un tempo per intervenire in vari ambiti - ha concluso il ministro - è però solo il momento per intervenire sui servizi socio sanitari nella parte oggi più indietro nel paese, ovvero il Mezzogiorno''.