Allergie da pollini: dati preoccupanti non fanno sperare

Redazione DottNet | 14/05/2009 12:23

Volendo fare il punto della situazione al giorno d’oggi nel mondo si contano 300 milioni di persone che soffrono di asma bronchiale (circa il 7% della popolazione mondiale), la cui frequenza, costantemente in aumento nell’ultimo ventennio del secolo scorso, sembra essersi stabilizzata in questi ultimi anni. Sono invece in aumento le persone che soffrono di rinite allergica, arrivate a 400 milioni (ovvero il 25% della popolazione mondiale ). L’Italia si colloca al di sotto delle medie mondiali sia per l’asma (con il 4-5% della popolazione) sia per la rinite (con il 18% della popolazione).

Nel 2015 un bambino su due sarà allergico, lo ha dichiarato la prof.ssa Gianna Moscato, Direttore del Servizio di Allergologia e Immunologia Clinica della Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia, unico centro di riferimento regionale della città di Pavia. Questo dato è assolutamente preoccupante e dipende, in gran parte, dalle attuali condizioni ambientali nelle quali viviamo. Dopo un inverno lungo e particolarmente freddo è arrivata, come ogni anno, la stagione pollinica, che mette in crisi la popolazione degli allergici e si delinea con caratteristiche ben precise. “Ha aperto la stagione il cipresso, della famiglia delle Cupressacee – ha spiegatola prof.ssa Moscato -, pianta molto diffusa in alcune regioni come la Toscana ed, in generale, sempre più usata anche in altre aree geografiche con funzione ornamentale. Come per altre piante allergeniche, l’allergia ai pollini del cipresso si manifesta con una rinite allergica spesso confusa con la rinite virale tipica della stagione invernale in cui inizia l’impollinazione e la fioritura di questa pianta, che avviene tra gennaio e febbraio, in netto anticipo rispetto a quella delle altre piante allergeniche. Tra le misure preventive adottate per limitare l’allergia da cipresso, la Regione Toscana ha emesso un’ordinanza che ne limita la piantumazione”. Quest’anno la stagione pollinica si apre con un lieve ritardo a causa dell’inverno freddo appena trascorso. “Con il primo caldo ci aspettiamo una vera e propria esplosione dei pollini e di conseguenza delle allergie – ha dichiarato la prof.ssa Moscato -. Oltre al cipresso, che terminerà la sua stagione a fine marzo, ci saranno le Betulacee (Betulla, Ontano), quindi le Composite (Artemisia), da aprile a inizio giugno, le Graminacee, che ricompariranno per un breve periodo anche a settembre; dopo seguiranno la Parietaria e, a fine estate, l’Ambrosia”. Il periodo di disturbi provocati dai pollini di queste piante e erbe si prolunga ulteriormente e purtroppo si osservano sempre più pazienti polisensibilizzati, ossia persone allergiche a più di una famiglia pollinica. Allo stesso tempo, è sempre più comune l’abbinamento di allergie a pollini e ad Acari della polvere. “Le precauzioni, conviene ricordarlo, sono di evitare lunghi periodi di permanenza all’aperto, lo sfalcio dei prati o altre attività di giardinaggio; in casa e in auto è bene tenere chiuse porte, finestre e finestrini nelle ore più calde ed, in generale, usare sistemi di condizionamento dell’aria di ultima generazione”. L’aumento delle allergie interessa non solo gran parte della popolazione, ma anche gli immigrati catapultati in una realtà ambientale alla quale non erano abituati. Se si presentano raffreddori con ripetuti starnuti o irritazione agli occhi è consigliabile sempre consultare un medico per un inquadramento diagnostico adeguato. “Dal punto di vista terapeutico – ha concluso la Prof.ssa Moscato - l’allergia a pollini si contrasta con le adeguate terapie farmacologiche e con l’immunoterapia specifica, ovvero il vaccino, ove ve ne sia l’indicazione. La terapia farmacologica per contrastare i sintomi è a base di antistaminici cortisonici per via topica o colliri”.

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