Indagati vertici Menarini, accuse di frode fisco e traffico principi attivi

Aziende | Merqurio Marketing | 15/05/2009 13:00

La Procura di Firenze ha iscritto nel registro degli indagati nove persone, tra cui i vertici del gruppo farmaceutico Menarini. Il provvedimento riguarda un'inchiesta su una presunta evasione fiscale e su un'ipotesi di reato collegata all'importazione illecita di principi attivi.
 

La Procura contesterebbe all'azienda italiana l'importazione illecita di principi attivi anche dalla Cina, grazie a 'triangolazioni' con Paesi off shore.
Nel fascicolo aperto dagli inquirenti fiorentini si ipotizza il reato di truffa. Le triangolazioni, secondo gli investigatori, avrebbero comportato un'evasione fiscale di diversi milioni di euro, oltre all'elusione dei diritti di brevetto farmaceutico. I principi attivi importati non sarebbero comunque dannosi per la salute. Ieri i carabinieri del Nas di Firenze, in collaborazione con personale dell'Agenzia delle entrate, hanno perquisito le abitazioni degli indagati e le sedi della società in diverse città, fra cui Firenze, Livorno, Pisa, Roma, L'Aquila, Milano e Lecco.
In una nota "il gruppo Menarini respinge nella maniera più decisa e categorica qualsiasi illazione in merito a una presunta importazione illegale di un principio attivo dalla Cina e alla violazione di qualunque diritto di brevetto", e "tiene al contrario a ricordare - aggiunge il comunicato - che da sempre l'azienda è paladina della necessità di brevetti forti a tutela dell'attività di ricerca e sviluppo di nuovi farmaci".

 

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