Malattie cardiovascolari, muore una donna su tre

Cardiologia | Redazione DottNet | 15/05/2009 19:09

Donne a rischio cuore. Le malattie cardiovascolari, contrariamente al luogo comune che le vuole maggiormente diffuse tra gli uomini, uccidono infatti ben una donna su tre e rappresentano la prima causa di mortalità nelle donne dopo i 50 anni di età. Eppure meno del 50% della popolazione femminile ne è consapevole.

A puntare gli occhi sul cuore delle donne sono i cardiologi: la prevenzione, avvertono, è la vera arma vincente. A dimostrare come il cuore sia il 'tallone d'Achille' per le donne, e non rappresenti solo un problema maschile, sono anche i risultati del progetto 'La donna di cuore' presentati dalla Società italiana di cardiologia (Sic). Il progetto si è concluso nel 2008 (ma già si lavora ad una nuova edizione): promosso da Sic, Società Acaya, Coop e Boehringer Ingelheim, ha consentito di valutare le condizioni di 4.600 donne tra 40 e 60 anni che spontaneamente si sono sottoposte ad uno screening cardiovascolare gratuito nei supermercati Coop e nei centri di riferimento cardiologico. Duecento i cardiologi Sic impegnati in 55 Coop, distribuite in 40 città italiane. I risultati del progetto sul campione di donne visitate, ha spiegato il presidente uscente Sic Francesco Fedele, ''sono tutt'altro che tranquillizzanti''. Qualche dato: tra le donne sottoposte a screening, il 71% ha il colesterolo alto, il 7% ha il diabete ma solo il 2% lo sa, il 30% soffre di ipertensione, il 23% fuma, il 13% consuma giornalmente alcolici, il 13% è obeso, il 35% ha storie familiari di malattia cardiovascolare prematura e solo il 36% svolge attività fisica regolare. Tutti fattori di rischio ''estremamente importanti'' in relazione alle malattie del cuore, sottolineano i cardiologi. Ed anche se nell'opinione pubblica continua ad essere diffusa l'idea che il cuore delle donne sia più 'forte', sono ancora una volta i dati statistici a smentire i luoghi comuni: dopo i 55 anni la donna soffre e muore per cardiopatia in misura uguale o superiore all'uomo, ma nella donna il tasso di mortalità dopo l'infarto risulta essere più elevato di quello maschile, anche perchè l'infarto è spesso diagnosticato in ritardo rispetto all'uomo a causa di una diversa sintomatologia. Inoltre, nelle donne dopo i 50 anni il 40-50% delle morti è dovuto alle patologie del cuore mentre meno del 20% a tutte le forme di tumore messe insieme, e meno del 5% al tumore della mammella. Insomma, quanto basta per spingere ad una maggiore attenzione nella prevenzione cardiovascolare per il sesso femminile: ''Il fatto - ha sottolineato il cardiologo Francesco Romeo dell'Università Tor Vergata di Roma - è che le donne spesso tendono esse stesse a sottovalutare il rischio e questo può essere molto pericoloso''. L'invito dei cardiologi è quindi quello a puntare maggiormente i riflettori sul cuore femminile. E dagli esperti giunge anche un appello-richiamo al ministero della Salute, affinchè riveda le carte per il calcolo del rischio cardiovascolare (utilizzate anche dai medici di famiglia): ''Per quanto riguarda la fascia d'età 40-60 anni tra le donne - ha avvertito Fedele - le carte oggi in uso indicano infatti un livello di rischio molto basso, mentre il dato reale è ben diverso e va nella direzione di un netto aumento del rischio per tali patologie nella popolazione femminile''.

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