Nuova influenza, oltre la metà dei casi negli Usa

Redazione DottNet | 15/05/2009 19:20

Il virus della nuova influenza A/H1N1 continua a propagarsi: in 24 ore, più di mille nuovi casi umani di nuova influenza sono stati segnalati all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ed il nuovo bilancio globale è di 7.520 infezioni, di cui oltre la metà negli Usa.

 Per l'Oms non è ora di abbassare la guardia. Il virus ''ha rapidamente dato prova della sua capacità a propagarsi facilmente da una persona all'altra, a propagarsi in modo esteso in un Paese colpito e a propagarsi rapidamente verso altri Paesi. Pensiamo che questa propagazione a livello internazionale continuerà'', ha affermato oggi a Ginevra il Direttore generale dell'Oms Margaret Chan. ''Viviamo in un momento di grande incertezza'', ha aggiunto. Per ora la maggioranza delle infezioni sono lievi, ma i virus mutano ed altri fattori potrebbero interferire, ha sottolineato la responsabile dell'Oms. ''I ricercatori si interrogano sui cambiamenti che potrebbero intervenire quando il virus si propagherà nell'emisfero sud ed incontrerà i virus umani in circolazione con l'inizio della stagione normale dell'influenza nell'emisfero'', ha detto. Inoltre, ''il virus dell'influenza aviaria H5N1 è endemico tra i volatili in alcune regioni del mondo. Sta lì, trincerato. Nessuno può predire come il virus H5N1 si comporterà sotto la pressione di una pandemia'', ha aggiunto Chan parlando ad una riunione intergovernativa sulla preparazione ad una pandemia di influenza presso la sede dell'Oms a Ginevra. ''Ci riuniamo in un momento di crisi che potrebbe avere ripercussioni mondiali. Quello di cui il mondo ha maggiormente bisogno oggi è dell'informazione, a tutti i livelli possibili'', ha aggiunto. Per il numero due dell'Organizzazione, Keiji Fukuda, ''il lavoro (dei laboratori) indica che il virus è trasmissibile in maniera tale che ci attendiamo una continuazione nella propagazione dell'epidemia a livello generale e regionale'',. Dopo primi i casi di influenza in Messico e negli Stati Uniti, causati da un nuovo virus e fuori stagione, l'Oms ha progressivamente innalzato il livello delle fase di allerta per il rischio di pandemia influenzale fino ad attivare il 29 aprile la 'fase 5' d'allarme, che segnala l'imminenza della pandemia. La 'fase 6' scatterà quando ci saranno prove di ''focolai autonomi'' di trasmissione (non legati a viaggi) in una seconda regione, oltre al Nord America. Attualmente, 7.520 casi sono stati segnalati in 34 Paesi. Più della metà delle infezioni è stata registrata negli Usa con 4.298 casi, circa mille in più rispetto ai 3.352 di ieri. In tutto sono stati segnalati 65 decessi. Gli altri Paesi più colpiti sono il Messico (2.446 casi confermati in laboratorio, di cui 60 mortali) e il Canada ha segnalato 449 casi (un decesso) ed il Costa Rica 8 casi (un decesso). Per l'epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Gianni Rezza, l'aumento del numero dei casi ''potrebbe risultare da un aumento del numero dei test, ma per esserne certi bisogna far passare qualche giorno. Di sicuro - ha detto - la situazione in Europa è sotto controllo e solo la Gran Bretagna ha registrato diversi casi di 2/a generazione e uno di 3/a dovuti a contagio tra persone infette''. ''Bisogna invece guardare con attenzione - ha concluso l'epidemiologo dell'Iss - al Nord America dove i casi continuano ad aumentare. Migliora, invece, la situazione in Messico dove le misure prese per contrastare la diffusione del virus sono state molto efficaci''.

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