Stanati nuovi geni responsabili dell'ipertensione

Redazione DottNet | 18/05/2009 15:22

Stanati nuovi geni legati a doppio nodo con l'ipertensione. Nel Dna si celano infatti alcuni dei responsabili accusati di far schizzare la pressione sopra i livelli di guardia.

I ricercatori della statunitense Johns Hopkins University, in squadra con un team di studiosi internazionali, hanno identificato alcune di queste variazioni genetiche in una ricerca che, oltre a guadagnare le pagine della rivista 'Nature Genetics', potrebbe aprire nuovi spiragli nella cura dell'ipertensione.
"Sorprendentemente - spiega Aravinda Chakravarti, a capo del Center for Complex Disease Genomics del McKusick-Nathans Institute of Genetic Medicine della Hopkins University - nessuno dei geni che abbiamo identificato fanno parte del sistema che comunemente associamo alla pressione alta. Se riusciremo ad aumentare il numero dei geni sul banco degli imputati per l'ipertensione, la nostra conoscenza biologica del fenomeno cambierà completamente".
Per identificare i geni finiti ora sotto accusa, gli studiosi hanno passato sotto la lente di ingrandimento il Dna di circa 30 mila persone con una pressione sistolica (la massima) media compresa fra 118 e 143 millimetri di mercurio (mmHg), e quella diastolica (la minima) fra 72 e 83 mmHg. Così sono riusciti a stanare nelle sequenze del Dna 11 varianti che sembrerebbero regolare i livelli della pressione sanguigna. In particolare, i cambiamenti di uno dei geni identificati, Atp2b1, risulta collegato sia alla pressione alta che all'ipertensione. Circa il 30% della popolazione adulta fa i conti con una pressione al di sopra dei livelli di guardia, un problema che causa milioni di morti ogni anno, tra ictus, infarti, insufficienza renale e altre condizioni potenzialmente letali.
 

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