Miniscosse a cervello utili a pazienti con ictus e Parkinson

Redazione DottNet | 18/05/2009 15:29

Piccole stimolazioni esterne non invasive a cervello e cervelletto, con impulsi magnetici ed elettrici contro i danni da ictus e Parkinson.

Le mini-scosse sono infatti, secondo gli esperti riuniti a Roma per il IX Congresso nazionale della Società italiana di neuroriabilitazione (Sirn), una "terapia validata nel lungo percorso di riabilitazione dagli effetti di un ictus o da malattie degenerative come il Parkinson e l'Alzheimer".
Le lesioni delle malattie neurodegenerative, afferma in una nota Marco Molinari, direttore dell'Unità operativa di Neuroriabilitazione della Fondazione Irccs Santa Lucia di Roma, "possono 'impallare' i circuiti neurali, proprio come succede nei computer che si bloccano o
non funzionano più correttamente. In questi anni abbiamo riscoperto la stimolazione magnetica transcranica, grazie alla quale riusciamo con sessioni di stimolazioni elettriche o magnetiche a riattivare i vari 'chip' neurali e a correggere nel tempo parte del loro funzionamento. La novità è che una terapia, che era stata sottovalutata, è stata ripensata. Stiamo cominciando davvero a sapere quali sono le regole e i parametri che permettono di correggere alcune disfunzioni del cervello, proprie degli effetti post ictus e del Parkinson".
Ciò significa, "a mio parere - spiega - che questo approccio terapeutico passerà a breve dai laboratori alla pratica clinica, arrivando davvero anche ai pazienti".
 

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