Febbre suina: chirurgo plastico, spiana-rughe al collagene porcino non a rischio

Dermatologia | Redazione DottNet | 18/05/2009 16:56

Nessun rischio di febbre suina dai filler 'spiana-rughe' a base di collagene porcino usati per i 'ritocchini' estetici, ma anche per la medicazione di gravi lesioni croniche ulcerose, quali ferite da ustioni o piaghe difficili da rimarginare. La rassicurazione arriva da Maurizio Valeriani, primario di chirurgia plastica all'ospedale San Filippo Neri di Roma, che precisa: "Il timore è fondato", perché "un caso analogo si verificò durante l'allarme mucca pazza".
 

Infatti "i filler a base di collagene bovino erano a rischio - spiega l'esperto - tanto che all'epoca molte aziende furono costrette ad allevare bovini solo per la produzione di questa sostanza. Nel caso della febbre suina si tratta, invece, di un virus che colonizza solo le vie respiratorie". Dunque, nessun rischio dalle 'punturine' cancella età. Lo specialista untualizza però che "la maggior parte dei filler oggi sul mercato sono a base di acido ialuronico, ma ce ne sono di nuovi a base di collagene porcino non antigenico, uno in particolare usato per il suo effetto spiana-rughe di lunga durata, in cui la parte di reattività proteica è stata eliminata e per questo è così ben tollerata dall'uomo. I processi di adattamento che subiscono questi prodotti sono quindi estremamente elaborati, e le molecole estranee vengono totalmente asportate", conclude.

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