ONTARGET: Efficacia del sartanico Telmisartan pari al Ramipril

Redazione DottNet | 04/08/2008 13:10

Lo studio ONTARGET è stato presentato al congresso ACC 2008 di Chicago all'inizio del mese e contemporaneamente pubblicato sul New England Journal of medicine.

Lo studio ha incluso circa 22.000 pazienti ad alto rischio cardiovascolare (diabete, pregresso IMA o TIA, vasculopatia periferica...) arruolati in circa 750 centri. Lo studio condotto in doppio cieco ha comparato il trattamento con il sartanico Telmisartan 80 mg/die al trattamento con ACE inibitore Ramipril 10 mg/die, un terzo gruppo era trattato con una combinazione dei due farmaci. I pazienti inclusi nello studio sono stati poi seguiti clinicamente per una media di 56 mesi e sono stati computati gli eventi avversi come morte per cardiopatia, infarto del miocardio, stroke, ricovero ospedaliero per scompenso cardiaco. Dopo circa 4,5 anni i tre trattamenti si sono dimostrati tutti in grado di ridurre la pressione arteriosa (migliori risultati con il trattamento combinato sartanico-ACE inibitore) ma non vi sono state differenze significative in termini di riduzione degli eventi avversi cardiovascolari in media verificati nel 16% circa dei pazienti inclusi nello studio.
Fig 1.

In definitiva questo studio che ricalca un disegno molto simile al famoso studio HOPE ha dimostrato una certa non inferiorità del Telmisartan rispetto al “gold standard” Ramipril nei pazienti ipertesi ad alto rischio. Altra certezza che viene dallo studio è l'aumento del rischio nel trattamento combinato. Infatti questa strategia terapeutica ha permesso di raggiungere i livelli più alti di riduzione della pressione arteriosa ma è stato spesso associato ad eventi avversi legati al trattamento.
Fig 2.

Nella pratica clinica il trattamento con ACE inibitore deve essere sospeso in circa il 15-25% dei pazienti ad alto rischio per intolleranza al farmaco. Questo studio conferma che per questi pazienti esiste una alternativa efficace e spesso meglio tollerata.