Precari, l'accordo li favorirà

Redazione DottNet | 20/05/2009 19:32

L'ipotesi di accordo di contratto per il comparto sanità, siglato la scorsa settimana da tutti i sindacati, ''era la migliore possibile in una fase come questa'' e consente di ''non licenziare molti lavoratori precari'' come sarebbe avvenuto con le norme in vigore. A dirlo i tre sindacati confederali della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, che hanno spiegato i contenuti del contratto in una conferenza stampa.

''Anche se alcuni lo hanno criticato - ha spiegato Carlo Fiordaliso, segretario generale di Uil Fpl - alla fine tutte le sigle sindacali hanno firmato questo accordo. Era il contratto migliore possibile ora, e lo sosterremo con i lavoratori e ovunque sia necessario''. Tra i punti principali dell'accordo, che riguarda 550mila lavoratori del comparto sanità, di cui 275mila infermieri, c'è l'aumento medio dello stipendio di 72 euro mensili, cui sono da aggiungere altri 20 euro mensili da risorse regionali aggiuntive per la produttività. Inoltre è previsto l'aumento del valore dei buoni pasto, ampliato l'ambito di mobilità territoriale dei lavoratori da 10 a 25 km, ed è stata esclusa la riduzione salariale di assenze per malattia, volontariato, e prevenzione oncologica. ''Per i lavoratori atipici - aggiunge Carlo Podda, segretario Fp Cgil - è stato stabilito che le Regioni non sono obbligate ad applicare la norma del governo che imponeva lo stop alle stabilizzazioni entro il 30 giugno, ma avranno più tempo per decidere durante la licenza contrattuale. E questo è molto positivo per gli oltre 60mila lavoratori precari, che saranno 100mila nel 2010 e 200mila nel 2011, la maggior parte dei quali nella sanità. Per la prima volta i livelli occupazionali diventano oggetto di confronto sindacale e potremo così far pesare la questione precari''. La firma congiunta delle tre sigle sindacali di questo accordo ''è un messaggio per il governo e i governi regionali da parte del pubblico impiego - conclude Giovanni Faverin, segretario Cisl Fp - per far capire che siamo disponibili a rinnovare e fare di più per l'efficienza ma con la contrattazione. E' una base per continuare unitariamente nella piattaforma''.

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