Ssn, troppe consulenze: per la Corte dei Conti fa parte del malcostume italiano

Redazione DottNet | 20/05/2009 19:37

Secondo i dati di cassa Siope, il sistema informativo che registra le operazioni di tutti gli enti pubblici compresi, dal 2008, quelli del Servizio sanitario nazionale, nello scorso anno il Ssn ha speso per consulenze e ''altre prestazioni di lavoro esterne da privati'' ben 790 milioni di euro.

Una cifra che equivale ''allo 0,5 per cento della spesa sanitaria''. Lo ha affermato il procuratore generale della Corte dei Conti Furio Pasqualucci, intervenendo in audizione davanti alla commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino, sottolineando che ''il fenomeno delle consulenze fa parte di un malcostume nazionale ma non è il nodo centrale dei problemi che attraversa la nostra sanità pubblica''. A margine dell'audizione il procuratore ha aggiunto poi che le consulenze ''stanno scendendo da parte dello Stato, perchè la legge finanziaria ha potuto disporre di un limite al tetto delle consulenze''. Operazione questa, che non si e' potuta fare nei confronti delle Regioni, Provincie, Comuni e delle Asl, dove le consulenze invece faticano a scendere, visto ''non ci sono vincoli di legge che prescrivono questi limiti''. Questo perchè, precisa Pasqualucci, ''la Corte Costituzionale ha detto che si può porre un limite alla spesa complessiva di questi Enti, dato che sono essi stessi enti sovrani, ma non si può sindacare all'interno della spesa'', ovvero ''su come vengono ripartiti i fondi''. A tale proposito, conclude Pasqualucci, una soluzione potrebbe essere quella di realizzare ''singole leggi regionali per stabilire i limiti di spesa da utilizzare per consulenze e incarichi vari''. ''I dati sulle consulenze del Servizio sanitario nazionale sono preoccupanti, perchè equivalgono allo 0,5% della spesa sanitaria''. E' quanto ha affermato, a margine dell'audizione del procuratore generale Furio Pasqualucci, il senatore del partito Democratico Ignazio Marino: ''Ho letto di cifre di circa 40-50 mila euro assegnate a persone o istituti per compiti che farebbero già parte delle loro mansioni. Per fare un esempio, è come se il ministero della Salute esternalizzasse a privati il compito di studiare o riformare il Servizio sanitario''. E per cercare di porre un freno alle consulenze e agli incarichi esterni, Marino annuncia di ''stare pensando ad un disegno di legge, da realizzare insieme alla maggioranza, che dia ai Magistrati contabili la possibilità di intervenire e di aprire un'indagine qualora si rendano conto, in base ai dati esaminati, di eventuali anomalie''.

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