Medicina: artrite reumatoide per 400 mila italiani, al via campagna

Redazione DottNet | 21/05/2009 15:57

Difficoltà al volante, a girare la chiave di casa o ad aprire una caffettiera. Ma anche disagio per un corpo segnato dalla malattia, autoisolamento e solitudine, fino alla perdita di autonomia e alla disabilità. Vivono così gli oltre 400 mila italiani, 12-24 mila in più ogni anno, colpiti dall'artrite reumatoide.
 

Per informare i cittadini e aiutare chi soffre, parte la campagna 'Articol-azioni': un'iniziativa "pazientocentrica" promossa da Associazione nazionale malati reumatici (Anmar), Società italiana di reumatologia (Sir) e Fondazione italiana per la ricerca sull'artrite (Fira onlus), sostenuta dal gruppo farmaceutico Roche e presentata a Milano. L'artrite reumatoide è una malattia cronica fortemente invalidante di origine autoimmune, con cui convivono più di 20 milioni di persone nel mondo. E' poco conosciuta e spesso sottovalutata, eppure è 8 volte più frequente della sclerosi multipla e costa 17 mila euro per paziente all'anno. Entro i primi due anni un malato su 10 sviluppa invalidità grave, e dopo 10 anni meno della metà mantiene un'attività lavorativa o svolge le normali attività quotidiane: un terzo dei pazienti ha dovuto cambiare lavoro, ridurre l'orario quotidiano o lasciare il posto. L'artrite reumatoide è una "malattia distruttiva" che spesso viene confusa con l'artrosi o altri reumatismi, spiegano gli esperti in una nota, e se insorge in età avanzata viene 'bollata' come un acciacco della vecchiaia. Invece una diagnosi precoce e l'avvio tempestivo di una terapia ad hoc sono cruciali, perché se trattato presto e bene il 50% dei pazienti può raggiungere una remissione stabile della malattia. Da qui la campagna, studiata per "muovere all'azione" malati e familiari con una serie di iniziative tra maggio e dicembre: il sito web www.articolazioni.it ; la possibilità di confrontarsi con uno psicologo attraverso una sezione del sito e il numero verde Anmar (da giugno); un racconto che parte dalla testimonianza diretta di alcuni pazienti (distribuito da giugno); brevi video con gli esercizi quotidiani per la riabilitazione (da giugno), e veri e propri incontri di formazione per le persone che assistono questi malati.

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