Medici poco attenti alle donne: meglio il Nord

Redazione DottNet | 21/05/2009 16:03

Voto complessivo 6,5 ma con molte critiche. Bocciata la capacità d'ascolto dei medici nei confronti delle donne, promossa la prevenzione e il rapporto del personale medico coi bambini. Radiografie, TAC e risonanze gli esami più richiesti. In generale meglio il Nord che il Sud.

Questo in sintesi è il giudizio delle donne italiane sul Servizio Sanitario (SSN). Giudizio che emerge da un'indagine presentata a Milano e svolta - su un campione rappresentativo della popolazione femminile italiana - dall' Osservatorio nazionale sulla salute della donna (ONDa) insieme con SCICOM e Philips. In particolare, le donne italiane lamentano la difficoltà a farsi ascoltare dai medici (67% dei casi), e ritengono gli ospedali in generale poco attenti alle loro esigenze (60%). Un altro neo: liste d'attesa da accorciare (71,6%). Qualche dato positivo invece sul fronte della prevenzione, dove nel complesso le donne si mostrano attente e le strutture sono impegnate attivamente: il 34% ha partecipato alle campagne di screening e le ha trovate utilissime nel 79,2% dei casi. Un giudizio abbastanza buono (53,9%) si evidenzia verso il personale medico dedicato al rapporto con i bambini. Dal punto di vista territoriale il giudizio cambia. Le donne sono piu' soddisfatte dei servizi al Nord e al Centro rispetto al Sud: 83 e 80%, contro il 66%. Infine, un punto che emerge dall'indagine è l'aumentato timore per le risonanze tradizionali. I dati dell'indagine, spiega Francesca Merzagora, presidente di ONDa, ''dimostrano come l'attenzione delle donne nell'ambito dei servizi sanitari sia sempre piu' alta. Quasi 5 donne su 10 sono molto ben informate sulla loro patologia e altre 4 su 10 lo sono in modo sufficiente. E chiedono che i servizi sanitari siano all'altezza''. ONDa si è impegnata - conclude Marzagora - per migliorare la considerazione delle strutture nei confronti delle donne e dei loro figli, ''come dimostra la campagna di assegnazione dei 'bollini rosa', ma, come l'indagine mostra, c'è ancora molto da fare. A partire dalle liste d'attesa''.

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