Protesta dei precari Ispra: no al nuovo ente

Redazione DottNet | 21/05/2009 16:08

I precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), in presidio davanti al ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo Colombo a Roma, si sono messi i panni dei lavavetri al semaforo di fronte l'edificio del dicastero per protestare e chiedere garanzie sui contratti e ''un piano triennale di assunzioni''.

Abbiamo organizzato il lavaggio dei vetri, spiega Raffaella Piermarini, del coordinamento precari Usi Rdb Ricerca, ''per protestare contro la nebbia che il ministero e la struttura commissariale hanno creato sul personale ed in particolare sul precariato''. L'incertezza, riferiscono, è determinata dalla ''creazione del nuovo ente, derivato dalla fusione di Apat, Icram e Infs (enti di ricerca vigilati dal ministero) e dalla imminente scadenza di molti contratti''. Secondo i sindacati di base gli ''atipici inquadrati con contratti di fatto illegittimi ed i lavoratori a tempo determinato in stabilizzazione vedono le scadenze contrattuali come un licenziamento, con rinnovi difficili e lunghissimi che negano il salario ai lavoratori e le professionalità alla ricerca. Tutto questo in presenza di finanziamenti e di vantaggio per il Paese''. Non è possibile, conclude Piermarini, che ''i precari rimangano sempre lavoratori virtuali. L'indeterminatezza che vediamo in questo ente necessita trasparenza, vogliamo riuscire a vedere un futuro''.

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