Morbo di Parkinson e paziente ortopedico

Redazione DottNet | 21/05/2009 16:44

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Uno studio, effettuato presso il “Department of Orthopaedic Surgery and Rehabilitation Medicine, Suny Downstate Medical Center” di Brooklyn (USA), ha evidenziato le conseguenze che il morbo di Parkinson può portare.

E’ noto infatti che il morbo di Parkinson è una patologia neurologica progressiva che comporta effetti negativi sul sistema muscolo-scheletrico in molteplici modi. Negli ultimi anni vi è stato un grosso miglioramento sia per quanto riguarda i medicinali utilizzati, sia per quanto riguarda le tecniche chirurgiche, infatti proprio per queste ragioni la vita di tali pazienti si è allungata e la qualità è molto migliorata. In ogni caso, con l’età il rischio di frattura , l’artrosi e l’osteopenia aumenta in misura maggiore nei pazienti affetti dal morbo rispetto a quelli non affetti da tale patologia. I sintomi del Parkinson predispongono i pazienti ad assumere un portamento anomalo, ad avere una perdita della massa ossea che comporta come conseguenza fratture e cadute. Anche se le misure preventive come l’ assunzione di farmaci, il cambiamento dello stile di vita, l’ assunzione di determinate vitamine possono essere d’ aiuto, l’intervento chirurgico è spesso più indicato. In ogni caso, sia il trattamento chirurgico che quello postoperatorio sono risultate essere delle tecniche comunque complicate e controverse.

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