Una dieta ricca di Omega 3 stimola il nervo vago e migliora la variabilità della frequenza cardiaca

Redazione DottNet | 04/08/2008 13:16

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E' noto da anni che il consumo di pesce ricco in Omega 3 o anche il suo supplemento dietetico riduce la morte cardiaca.

Per dimostrare l'efficacia nel ridurre il rischio aritmico degli Omega 3 e conoscere meglio il meccanismo di azione elettrofisiologico gli autori dello studio pubblicato questa settimana su Circulation hanno valutato la relazione tra la dieta ricca in Omega 3 e la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) all'Holter. Nel lavoro è stato dimostrato che esiste una associazione positiva tra Omega 3 e HRV attraverso una attivazione del tono vagale. Questa attivazione esercita una modulazione della attività barocettoriale adrenomediata ed un aumento della “fisiologica” attività senoatriale determinando così una riduzione della variazione erratica della frequenza cardiaca (associata alla morte improvvisa). Il miglioramento di questo parametro elettrofisiologico potrebbe spiegare la ridotta mortalità aritmica nei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto che consumano pietanze ricche in Omega 3 o assumono supplemento dietetico. E' interessante notare come anche piccole modifiche nella quantità di Omega 3 possano determinare modifiche della HRV e dunque una riduzione del rischio. Per i consumatori di grosse quantità di pesce la riduzione del rischio morte può arrivare all'8%. L'articolo conferma ulteriormente l'efficacia del consumo di pesce e di Omega 3 nella prevenzione secondaria ma anche primaria della morte aritmica.