63.700 alunni raggiunti da "Apri gli occhi!", campagna proteggi vista

Redazione DottNet | 25/05/2009 15:12

occhi politica-sanitaria

Ben 63.700 allievi, circa 450 spettacoli, 33 città e le relative province. Con questi numeri si concluderà domani 'Apri gli Occhi!', una campagna nazionale di prevenzione dei disturbi visivi nelle scuole elementari primarie da un estremo all'altro del Paese. L'iniziativa, incentrata su uno spettacolo teatrale scientifico-educativo, è nata con l'obiettivo di insegnare ai bambini come proteggere la vista, il senso che ci fornisce circa l'85% delle informazioni sul mondo.
 

La campagna 'Apri gli Occhi!' è stata ideata dall'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-Iapb Italia onlus ed è stata portata avanti in collaborazione col ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali oltre che con le sezioni provinciali dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. Prevede, tra l'altro, la distribuzione gratuita dei dvd a tutti gli allievi e di opuscoli informativi indirizzati alle famiglie. Secondo l'Istat, in Italia i non vedenti sono almeno 362 mila, mentre coloro che vedono pochissimo sono, stando alle stime, un milione e mezzo. A livello europeo, invece, sono oltre 30 milioni i disabili visivi (secondo la European Blind Union). È pertanto fondamentale, sottolinea in una nota la Iapb, diffondere precocemente la cultura della prevenzione: a tale scopo sino ad oggi la campagna 'Apri gli Occhi!' ha coinvolto in questi anni oltre 227 mila bambini. "Questa iniziativa - ha affermato Giuseppe Castronovo, presidente della Iapb Italia - giunta al suo quarto anno, è basata sulla dimensione ludica: il gioco è la maniera migliore per educare, informare e insegnare ai bambini concetti fondamentali per la loro vita". "La prevenzione della cecità, che deve diventare cultura di tutti, può così entrare nella mente dei giovanissimi, affinché apprezzino il bene della vista e lo tutelino per tutto l'arco dell'esistenza. Infatti, secondo la scienza oftalmologica le malattie oculari - conclude Castronovo - sono generalmente reversibili soprattutto se si interviene in giovane età". Quindi la medicina, il divertimento e l'apprendimento possono andare di pari passo e non
vanno mai 'persi di vista!'.