L'odontoiatria sociale dal pubblico al privato e dal privato al pubblico: progetti a confronto

Redazione DottNet | 26/05/2009 12:38

odontoiatri

Quali sono le prospettive dell’ offerta pubblica italiana in odontoiatria? Qual è l’attuale normativa nazionale cui far riferimento? Ne parla il presidente del Collegio Nazionale dei Docenti di discipline odontostomatologiche e Chirurgia Maxillo Facciale, professoressa Elettra De Stefano Dorigo.

“L’Assistenza odontoiatrica rappresenta un settore in cui il Servizio Sanitario Nazionale ha tradizionalmente presentato un impegno limitato, malgrado le molteplici implicazioni di carattere sanitario e sociale; conseguentemente la quantità di prestazioni erogate in Italia nel settore pubblico è tra le più basse in Europa” conferma il Presidente. Qual è oggi la normativa vigente? “La normativa nazionale in materia cui fare riferimento è costituita da un decreto legislativo del 1992, che limita i livelli essenziali di assistenza in Odontoiatria a sole due categorie di utenza e più precisamente: a programmi di tutela della salute odontoiatrica nell’età evolutiva ed all’assistenza odontoiatrica e protesica a categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità. Un successivo decreto del 2002 ribadisce che le prestazioni odontoiatriche in ambito pubblico rientrano tra quelle attività di assistenza parzialmente escluse in quanto erogabili solo secondo specifiche indicazioni cliniche. Norme specifiche del 1999 riguardano invece i rapporti fra Servizio Sanitario Nazionale ed Universitàdi particolare attualità in questo momento”. “Nella situazione attuale – aggiunge Elettra Dorigo – la scelta degli strumenti atti a promuovere la salute del cavo orale è comunque sostanzialmente demandata alle Regioni e alle Provincie autonome tenendo conto delle risorse disponibili da destinare a questo settore. Le Regioni operano attraverso le Aziende Ospedaliero-Universitarie, le Aziende Ospedaliere e le Aziende Territoriali che possono attuare anche convenzioni con strutture private”. “In questo contesto – sottolinea il Presidente del Collegio - opera il corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, all’interno della Facoltà di Medicina e Chirurgia, che si appresta, per la formazione dell’Odontoiatra, a varare la Laurea Magistrale portando la durata del corso di studi a 6 anni dai 5 attuali. Tale laurea, comporta ancor più di prima una serie di attività pratiche di tipo clinico compiute dallo studente con autonomia tecnico-professionale da primo operatore sotto la guida di odontoiatri; tali attività superano di gran lunga quelle previste dai LEA (livelli essenziali di assistenza).” “L’obbligo di formazione pratica dell’odontoiatra esiste in realtà fin dal 1984 – ricorda la professoressa Dorigo - ma diventa ora una necessità non più procrastinabile; l’incremento delle prestazioni odontoiatriche da erogare va visto come una scelta assoluta ed immediata anche nell’ottica della didattica. Ciò comporta quindi non solo di elevare la quantità delle prestazioni ma anche di diversificarne ed elevarne la qualità. Si apre quindi la possibilità per il pubblico di usufruire non solo delle prestazioni comprese nei livelli essenziali di assistenza ma anche di prestazioni complesse, il tutto ad un tariffario agevolato.” “L’incremento dell’attività di tirocinio professionalizzante va anche nella direzione della migliore definizione delle competenze dell’odontoiatra – specifica il presidente - al quale devono essere attribuite in maniera univoca anche prestazioni come l’implantologia, che al momento rappresentano territorio di confine con altre specialità.” A trenta anni dall’attivazione del Corso di Laurea in Odontoiatria in Italia, quali sono le modalità di erogazione? Secondo Elettra Dorigo bisogna identificare nuove forme . “Fino ad ora – dice - ogni sede ha sperimentato varie soluzioni, cambiate nel tempo, in relazione al contesto territoriale non disdegnando il conto terzi universitario per tutte le prestazioni non ricomprese nei LEA.” “Occorre pertanto - conclude - istituire uno specifico tavolo tecnico con le Regioni per un’ opportuna revisione del nomenclatore tariffario che, allo stato attuale non comprende l’intera gamma delle prestazioni odontostomatologiche e, per quelle invece comprese, prevede tariffe che ne sottostimano ampiamente i costi rendendo pertanto la loro erogazione non sostenibile. Rappresenta sicuramente un evento significativo che il Congresso del Collegio dei Docenti di Odontoiatria, congresso accademico per eccellenza, abbia deciso di affrontare temi che sono ora di grande attualità sociale e politica”.