Cresce l'interesse verso i bifosfonati

Redazione DottNet | 26/05/2009 13:09

bifosfonati osteonecrosi

Gli odontoiatri, nel corso della loro attività clinica, potranno confrontarsi con una complicanza conseguente ad una prolungata terapia con i Bisfosfonati (BF): l’osteonecrosi dei mascellari.

Lo studio presentato al Congresso Nazionale dei Docenti di Discipline Odontostomatologiche e Chirurgia Maxillo-Facciale ha l’obiettivo di esaminare la letteratura più attuale per quanto concerne sia la prevenzione sia i protocolli terapeutici proposti per il trattamento dell’osteonecrosi, ma anche quello di riportare l’esperienza clinica in corso di realizzazione presso il Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche dell’Università di Roma “La Sapienza” riguardo la gestione di pazienti affetti da complicanze indotte dal pregresso trattamento con bifosfonati. Quest’ultimi, pur essendo sintetizzati più di 100 anni fa, solo negli ultimi anni sono stati proposti per il trattamento di diverse patologie ossee, ad elevata incidenza nella popolazione, come l’osteoporosi, il mieloma multiplo e le metastasi osteolitiche di carcinomi, motivo per cui risultano tra i farmaci più prescritti al mondo. I molteplici effetti benefici nei confronti delle patologie ossee, rendono il farmaco un presidio terapeutico di difficile sostituzione. Parallelamente ad una larga diffusione del farmaco, negli ultimi sei anni si è assistito ad un interesse sempre crescente da parte della comunità scientifica verso questo argomento e in particolare verso il rischio di osteonecrosi, ampiamente testimoniato nella letteratura medica. Tuttavia, nonostante il numero elevato di studi condotti sull’argomento, il “management” di questi pazienti in ambito odontoiatrico è ancora un problema di difficile risoluzione sia per la peculiare natura intrinseca dell’osteonecrosi sia per le precarie condizioni di salute in cui frequentemente versano questi pazienti.