Epac a governo, malati epatite dimenticati per influenza A

Redazione DottNet | 27/05/2009 12:00

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Un persona ogni 30 secondi muore nel mondo a causa dell'epatite. Ma colpiscono di più i contagi legati alla nuova influenza A/H1N1. A puntare i riflettori sull'epatite è Epac onlus, associazione italiana malati di epatite, che chiede al Governo italiano di non sottovalutare la condizione di 500 milioni di persone che nel mondo vivono con epatite B o C.
 

"L'Organizzazione mondiale della sanità potrebbe cancellare dall'agenda dell'Assemblea mondiale al via oggi a Ginevra, un'urgente risoluzione sull'epatite virale che era stata inizialmente prevista in calendario. Ciò a causa degli sforzi richiesti per far fronte alla
diffusione dell'influenza A", sottolinea l'associazione in una nota. Rischia quindi di non essere discussa fino al 2010 la risoluzione già schedulata ('Proposal for the Establishment of a World Day for the Struggle against Viral Hepatitis and other issues relating to the
Disease') per incrementare gli sforzi di tutti i Paesi per combattere la malattia. Un allarme che giunge proprio alla vigilia della Giornata mondiale dell'epatite, che si è celebrata il 19 maggio. Charles Gore, presidente della World Hepatitis Alliance, sottolinea che, al di là degli sforzi necessari per fermare la nuova influenza A, i responsabili della salute globale non possono più permettersi di ignorare la condizione delle persone colpite da epatite. "L'epatite virale non ha mai goduto della giusta attenzione e le conseguenze sono state disastrose - spiega Gore - Se l'Assemblea mondiale della salute deciderà di posticipare la risoluzione sull'epatite virale, un milione di persone morirà prima che venga adottato un approccio coordinato dai leader mondiali"."In Italia - afferma Ivan Gardini, presidente di Epac onlus - si registrano oltre 20.000 decessi ogni anno per malattie del fegato, in larghissima parte causati da complicazioni dell'epatite. Siamo uno dei Paesi occidentali con il più alto tasso di mortalità. Negli ultimi due anni - evidenzia Gardini - tra i nostri associati sono aumentate in modo preoccupante le diagnosi di tumore al fegato, la necessità di trapianto epatico e i decessi"."Da 10 anni a questa parte abbiamo fatto presente a ogni nuovo Governo a cosa si sarebbe andati incontro in assenza di interventi adeguati, ma senza successo. Ci auguriamo che questo non accada anche stavolta, e sia fatta senza esitare una seria analisi della situazione, insieme a Regioni, associazioni di volontariato, medici di famiglia e associazioni scientifiche - conclude - per istituire un pacchetto di interventi volti al contenimento delle nuove infezioni e contrastare l'insorgere delle complicanze nei portatori di epatite cronica".