Biologico Astrazeneca promosso da Chmp EMEA

Redazione DottNet | 29/05/2009 15:33

Una pillola 'intelligente' promette un'efficace alternativa alla chemioterapia contro il cancro al polmone. Gli esperti accolgono con favore il parere positivo espresso dal comitato tecnico Chmp dell'agenzia del farmaco Ue Emea al gefitinib (Iressa*, AstraZeneca) in tutte le linee di trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule, localmente avanzato o metastatico, caratterizzato da mutazioni che attivano la tirosin-chinasi del recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR-TK).
 

I dati dei due studi di fase III Interest e Ipass - ricorda l'azienda produttrice - dimostrano che il medicinale, in alternativa alla chemio, migliora la sopravvivenza libera da progressione della malattia e la qualità della vita. Gefitinib è una mini-molecola che agisce inibendo l'attività enzimatica della tirosina-chinasi dell'EGFR, bloccando così la trasmissione dei segnali coinvolti nella crescita e nella diffusione della neoplasia. Una mutazione dell'EGFR caratterizza il 10-15% dei tumori polmonari in Europa, e i trial hanno provato che questi tipi di carcinoma del polmone sono particolarmente sensibili a gefitinib. "Il parere positivo del Chmp al gefitinib rappresenta un passo importante verso la risposta a un elevato bisogno medico non soddisfatto dei pazienti affetti da carcinoma polmonare in Europa - afferma Anders Ekblom, vice-presidente esecutivo per lo Sviluppo di AstraZeneca - e sostiene la strategia di cura della salute personalizzata di AstraZeneca, che mira allo sviluppo del farmaco giusto per il paziente giusto. Se Iressa* sarà approvato, per la prima volta i pazienti con questo tipo di tumore avranno a disposizione un'alternativa migliore alla chemioterapia". Gli studi Interest e Ipass "sono molto importanti perché realizzati per valutare l'efficacia e la tollerabilità di un farmaco biologico in alternativa alla chemioterapia - commenta Lucio Crinò, direttore della Divisione di oncologia medica dell'ospedale di Perugia - rispettivamente in prima linea (Ipass) e in seconda linea (Interest): è la prima volta che viene effettuato un confronto di questo genere", precisa. "Nei pazienti che presentano una mutazione a carico dell'EGFR - aggiunge - il gefitinib ha documentato un miglioramento della risposta terapeutica e della progressione della malattia, oltre che della qualità di vita".
 

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