Osteoporosi: arriva farmaco annuale salva femore, taglia costi per Ssn

Redazione DottNet | 04/08/2008 13:25

farmaci osteoporosi ssn

Si somministra una sola volta all'anno e promette di evitare circa 5 mila nuove fratture di femore in 12 mesi, abbattendo i costi annuali per il Servizio sanitario nazionale di quasi 43 milioni di euro.

Assomiglia a una 'vaccinazione annuale' il nuovo farmaco antiosteoporosi a base di acido zoledronico alla dose di 5 milligrammi, disponibile anche in Italia e presentato a Milano in un incontro promosso dalla svizzera Novartis. Il prodotto si assume nei centri ospedalieri attrezzati, attraverso un'infusione di un quarto d'ora circa, e costa 280 euro circa a paziente completamente rimborsato dal Ssn. La terapia riduce di almeno un terzo le rifratture al femore e del 28% l'indice di mortalità. E secondo uno studio condotto da The European House-Ambrosetti, a conti fatti garantisce alla sanità nazionale risparmi superiori agli stessi medicinali generici.
"E' un'opportunità unica per i pazienti e il Ssn", assicura Silvano Adami, docente di Reumatologia all'università di Verona e direttore del Centro di riferimento regionale per l'osteoporosi di Valeggio sul Mincio (Verona). "La soluzione facile a un problema difficile - conferma Umberto Tarantino, ordinario di Malattie dell'apparato locomotore all'università di Roma Tor Vergata - Oggi, infatti, almeno il 40% degli oltre 80 mila pazienti italiani colpiti ogni anno da una frattura al femore viene trattato per la frattura, ma non per l'osteoporosi". Dopo le dimissioni "il 40-60% dei malati sfugge anche alla prima visita di controllo in ospedale, e fra i pazienti in terapia antiosteoporosi il tasso di aderenza al trattamento è inferiore al 50% e sotto al 27% nella metà delle donne in cura". Risultato: entro tre anni il 25% incorre in una seconda frattura. "Il nuovo farmaco consente un'aderenza del 100%, ma per cogliere l'occasione bisogna avere il coraggio di cambiare", precisa l'esperto. Serve "un'opera di sensibilizzazione a 360 gradi presso medici di base, specialisti, ospedali, Asl e unità di cure primarie sul territorio", dice Adami.