Sanità, come cambia l'assistenza primaria

Redazione DottNet | 29/05/2009 13:54

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L'assistenza primaria: che cos'è e quanto è importante per il sistema sanitario italiano? A questa domanda ha provato a rispondere a Roma, l'associazione ''Esserci'' che ha riunito, all'hotel Villa Pamphili, professori universitari ed esponenti della politica italiana.

L'incontro, che ha visto la partecipazione del Prof. Alessandro Sgambato dell'Università cattolica del Sacro Cuore di Roma, dell'onorevole Antoniozzi, del dottor Milito, della dottoressa Ponziano del Ministero dell'Istruzione, ha focalizzato la propria attenzione sul processo organizzativo che coinvolge tutti i protagonisti della scena sanitaria nazionale. Poichè ridurre la burocrazia, i formalismo e tutti quei passaggi che rallentano il funzionamento del mondo medico italiano è di fondamentale importanza. L'assistenza primaria ha infatti il compito di ottimizzare le attività di promozione, prevenzione e mantenimento delle salute, il counseling, l'educazione sanitaria dell'assistito, la diagnosi ed il trattamento di malattie acute a bassa complessità e di malattie croniche. Non solo: deve anche razionalizzare la personalizzazione del servizio in prossimità del bisogno, in diverse sedi, dall'ambulatorio al domicilio del paziente. Agli interventi dei protagonisti direttamente coinvolti nel rapporto medico-paziente, si sono aggiunti quelli dei rappresentanti del Parlamento che hanno sottolineato come l'integrazione socio-sanitaria, ovvero il coordinamento tra istituzioni e professionisti per la realizzazione di interventi di natura sanitaria e interventi di natura sociale, sia la strada più facile per concretizzare progetti assistenziali personalizzati. L'assistenza primaria, infatti, che include la medicina di base, l'assistenza domiciliare, ambulatori del territorio, hospices, residenze sanitarie assistite, i servizi di psicologia clinica, deve ormai essere intesa in chiave europea. Non solo per quanto riguarda le politiche, i finanziamenti e la regolamentazione, ma anche per quanto concerne le strategie di sviluppo di primary care, dando risalto a un miglioramento reale dello stato di salute da ottenere al minor costo possibile. A livello di amministrazione locale, invece, si dovrebbe avere maggiore attenzione alla presa in carico e alla continuità assistenziale centrate sulla persona e i suoi veri bisogni, con un livello di integrazione tra servizi diversi, includendo anche il coinvolgimento attivo negli interventi dell'assistito. In questo senso, obiettivo ma, soprattutto, auspicio è organizzare un sistema integrato ospedale-territorio al fine di valorizzare il territorio e di generare un processo di risparmio che coinvolga tutta il sistema.