Molecola intelligente per bloccare il tumore al polmone: in Italia dal 2010

Redazione DottNet | 30/05/2009 16:36

Una particolare mutazione genetica rende più efficace la terapia mirata contro il cancro al polmone non a piccole cellule (l'80% dei casi) basata sulla molecola 'intelligente' gefitinib: in questi pazienti, pari circa al 10% del totale, la terapia riesce infatti a rallentare del 50% la progressione della malattia.

La scoperta è frutto dello studio asiatico Ipass, presentato al Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) in corso ad Orlando. La ricerca ha dimostrato che nei pazienti con mutazione dello specifico gene Egfr (il 10-15% dei casi), il trattamento con gefitinib rispetto alla chemioterapia standard rallenta significativamente i tempi di progressione della malattia. ''Un'ottima notizia - commenta Giorgio Scagliotti, oncologo dell'Università di Torino e fra i coordinatori dell'Asco - che apre nuovi scenari per il trattamento di questa neoplasia. La nuova molecola - ha spiegato l'esperto - presenta infatti minori effetti collaterali e prevede un'assunzione orale, più pratica e meglio tollerata. Mi auguro - ha proseguito - che questa indicazione venga presto registrata anche nel nostro paese''. In Italia i malati sono circa 32.000: di questi, 3.000 potranno beneficiare della nuova terapia (poichè presentano la mutazione), che ha già ottenuto il parere positivo della commissione tecnica dell'autorità europea dei farmaci Emea. In Italia, la molecola dovrebbe essere disponibile da gennaio 2010.

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