Chirurgia: boom di protesi a spalla e gomito, ma serve super-riabilitazione

Ortopedia | Redazione DottNet | 04/08/2008 13:27

Boom di richieste per l'applicazione di protesi a spalle o gomiti, fino a poco tempo fa sconosciute e oggi nuova speranza per anziani con artrosi o artrite reumatoide e persone con fratture difficili.

"Al policlinico Umberto I di Roma c'è una lista di attesa di decine e decine di pazienti, che in larga parte non riusciremo a soddisfare". A parlare è Franco Postacchini, direttore della I Cattedra di Ortopedia e Traumatologia dell'università 'La Sapienza' di Roma e presidente del IX congresso nazionale della Società italiana di chirurgia della spalla e del gomito.
"Allo stato - prosegue Postacchini - soltanto una parte di pazienti potrà essere soddisfatta, perché ci sono altre emergenze che hanno priorità e la nostra organizzazione sanitaria non consente di fare di più, oltre che per il fatto che si tratta di interventi spesso lunghi e difficili che soltanto un numero limitato di esperti sanno eseguire adeguatamente, soprattutto per quanto riguarda il gomito. Non bisogna dimenticare, poi - avverte l'esperto - che dopo questi interventi è indispensabile una riabilitazione superspecialistica e i fisiatri specialisti e i fisioterapisti esperti di spalla e gomito sono ancora pochi. Inoltre, la terapia post-chirurgica per raggiungere risultati soddisfacenti deve essere osservata spesso per vari mesi. Ciò non toglie che nel passato le patologie della spalla e del gomito erano in gran parte sottovalutate. Con l'approfondimento di nuove tecniche di ricostruzione e lo sviluppo di nuovi modelli di protesi, queste vengono sempre più usate per restituire alla spalla e al gomito la sua funzione e al braccio i suoi movimenti".
 

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