Pensione di vecchiaia con il sistema contributivo: sono cambiate le regole

Redazione DottNet | 04/06/2009 17:02

assistenza pensione

C’è in giro una gran voglia di andare in pensione il più presto possibile: ma tra una legge e l’altra i requisiti per raggiungere il traguardo sono sempre più pesanti, ed a volte anche l’informazione risulta carente.

Ad esempio, in ordine ai trattamenti di vecchiaia liquidati con il sistema contributivo (ci si riferisce quindi solo ai medici dipendenti pubblici e privati assicurati dall’Inps e dall’Inpdap e non ai convenzionati assicurati dall’Enpam, per i quali il contributivo non si applica), la legge sul Welfare introdotta dal Governo Prodi ha parzialmente innovato il preesistente regime.
A partire dal primo gennaio 2008 sono quattro i casi in cui si può accedere al trattamento di vecchiaia contributiva, con i seguenti requisiti:
• aver compiuto 65 anni e aver maturato almeno 5 anni di contributi;
• aver compiuto 60 anni e aver maturato almeno 5 anni di contributi per le donne, purché l’importo da liquidare non sia inferiore a 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale;
• aver maturato 40 anni di contributi, a prescindere dall’età;
• aver maturato almeno 35 anni di contributi e aver compiuto un’età pari a quella prevista per la pensione di anzianità, secondo le nuove regole.

Mantiene il diritto alla pensione con i precedenti requisiti chi ha maturato entro il 31 dicembre 2007 i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa precedente (aver compiuto 57 anni di età unitamente a 5 anni di contribuzione con un importo di pensione non inferiore a 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale).