L'Alzheimer si comporta come una malattia infettiva

Redazione DottNet | 07/06/2009 11:11

La più comune forma di demenza senile, l'Alzheimer, si comporta a livello cellulare come una malattia infettiva. Lo dimostra una ricerca condotta sui topi e pubblicata online sulla rivista Nature Cell Biology.

Nello studio, coordinato dall'università svizzera di Basilea e condotto in collaborazione con il britannico Medical Research Council di Cambridge, aggregati di proteine chiamate Tau, generati da alcune malattie neurodegenerative compresa quella di Alzheimer, sono stati prelevati e iniettati nel cervello di un topo sano, nel quale hanno indotto la formazione di strutture simili. Per gli studiosi, coordinati da Markus Tolnay, il risultato indica che gli aggregati di proteine si comportano come agenti infettivi e che potrebbero avere proprietà simili a quelle dei prioni, le proteine che se alterate possono scatenare malattie come quella delle mucca pazza o come quella di Creutzfeldt-Jakob nell'uomo. Per il britannico Michel Goedert sarebbe comunque un errore considerare l'Alzheimer una malattia contagiosa: ''questa ricerca - spiega - non mostra che la forma patologica della proteina Tau sia contagiosa o che possa diffondersi facilmente da topo a topo. Ciò che rivela è il modo in cui gli aggregati della proteina si estendono nel tessuto cerebrale dei singoli individui''. Le proprietà contagiose riguarderebbero perciò il comportamento degli aggregati di proteine e non la malattia stessa. Gli aggregati ''infettivi'' osservati nello studio sono stati prelevati da topi geneticamente modificati in modo da avere la forma una della proteina Tau. Una volta trapiantati in un cervello sano, gli aggregati si sono diffusi in esso completamente, compromettendo seriamente molte funzioni cerebrali. Questo processo, osservato per la prima volta, permetterà di comprendere meglio evoluzione e progressione dell'Alzheimer e delle altre malattie neurodegenerative.

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