Servizi sanitari transfrontalieri, l'Italia pone le proprie condizioni

Redazione DottNet | 09/06/2009 16:28

L'Italia ha posto le proprie condizioni in relazione alla proposta di direttiva per regolamentare in Europa i servizi sanitari transfrontalieri, in modo da facilitare la mobilità dei pazienti in ambito europeo.

Il vicepresidente alla salute Ferruccio Fazio ha spiegato ai 27 colleghi della sanità, riuniti a Lussemburgo, che l'Italia ''ritiene utile definire uno strumento normativo che assicuri regole comuni e definisca chiaramente il mercato unico dei servizi sanitari, anche alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia europea''. Il dibattito ministeriale ha confermato - ha spiegato Fazio - ''il carattere prioritario di un sistema di accreditamento che certifichi la qualità dei servizi offerti indipendentemente dalla natura pubblica e privata dei fornitori sanitari, come esiste in Italia''. Roma inoltre, ''considera che tutte le prestazioni sanitarie possono rientrare nel campo di applicazione della direttiva (senza esclusioni pregiudiziali) a condizione che siano stati definiti sistemi di verifica degli standard''. L'Italia infine, ''reputa utile una cooperazione tra gli Stati membri in materia di cure sanitarie anche attraverso meccanismi che prevedano un ruolo per la Commissione Europea''. A condizione però che questi meccanismi ''rispettino integralmente il principio di sussidiarietà e la competenza degli Stati membri, oltre ad assicurare la sostenibilità finanziaria e la qualità dei propri Sistemi sanitari nazionali''. Insomma, ai partner europei Fazio ha detto chiaramente ''che non si può considerare il mercato sanitario alla stessa stregua di altri mercati e, dando la disponibilità dell'Italia a lavorare per giungere ad un testo realmente utile per il cittadino'', ha detto che deve avvenire ''nel rispetto del diritto comunitario e delle competenze nazionali''.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato