Martini (Snami): siamo stati costretti a firmare la Convenzione

Redazione DottNet | 10/06/2009 10:36

Continuano a giungere al nostro portale dottnet.it decine di commenti di medici che non condividono la convenzione firmata prima dalla Fimmg e poi anche dallo Snami: “I commenti condividono pienamente le nostre preoccupazioni – spiega Mauro Martini, segretario nazionale dello Snami -. Rispecchiano le nostre idee che continuiamo a portate avanti con vigore”.

Intanto lo Snami ha aderito alla Convenzione: “Voglio sottolineare che noi non aderimmo all’accordo precedente – precisa Martini - padre di questo appena sottoscritto dalla Fimmg e da noi. Ma non firmare la convenzione avrebbe significato non poter partecipare ai tavoli regionali e provinciali, sedi dove in effetti si svolgeranno le trattative”. Secondo il rappresentante dello Snami si tratta di una norma che costringe ad aderire anche chi non ne ha la volontà; in caso contrario si verrebbe esclusi da ogni concertazione. “E in un momento come questo è impensabile rimanere fuori dai giochi”, afferma Martini. Che, dunque, si associa ai commenti dei tanti medici che continuano a scriverci e a partecipare al nostro social network: “Faccio mie le preoccupazioni dei colleghi – ribadisce il numero uno dello Snami -. Che bisogno c’è, infatti, di sconvolgere la medicina del territorio? Non c’è alcuna necessità di accentrare i medici in un’unica struttura, come prevede la convenzione, anche perché così facendo si perde uno dei grossi vantaggi della medicina di famiglia, ovvero la parcellizzazione che abbiamo sul territorio”. “Abbiamo più studi che caserme dei carabinieri – incalza Martini con ironia -. E ciò dà la vicinanza fisica del medico al paziente, in ogni momento”. Però unire i medici negli studi consente di accentrare più specializzazioni e economizzare sulla gestione delle strutture: “E’ il contrario – risponde Martini -. Così facendo aumentano i costi di manutenzione e di gestione delle sedi. C’è solo un modo per far lavorare insieme i medici”. Quale? “Realizzare portali di social network, come per esempio il vostro Dottnet, che consente ai professionisti di interfacciarsi fra di loro in tempo reale. Il futuro è nella rete, in internet”, sottolinea la guida dello Snami. Lei comunque è molto critico nei confronti della Fimmg: “Certo – ribatte Martini -. La Fimmg non rappresenta la categoria ma solo i medici sindacalizzati che alla fine sono una minoranza”. La convenzione accenna anche alle cooperative che potrebbero rappresentare una grande innovazione nel comparto se si realizzeranno: “Su questo punto sarò irremovibile – conclude Martini -. Si tratta secondo noi di un grave conflitto d’interessi: come è possibile offrire a asl e regioni sedi e strutture e offrire al contempo le prestazioni richieste? Non svenderemo la nostra categoria. Piuttosto facciano lavorare gli ospedali, le strutture territoriali, tolgano le liste di attesa dovute alla mala organizzazione di altri e non certo del medico di famiglia”.

Silvio Campione
 

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