Aaroi, le camere iperbariche italiane sono sicure

Sindacato | Redazione DottNet | 12/06/2009 16:26

Le camere iperbariche per trattamenti sanitari in Italia sono ''sicure''. Lo afferma l'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi) in relazione alla morte del piccolo Francesco Pio per l'incidente nella clinica statunitense Ocean Hyperbaric Oxygen Neurologic Center.

 La camera iperbarica americana utilizzata per il piccolo Francesco, precisa l'Aaroi, ''non potrebbe operare in Europa ed in Italia perchè non rispondente ai requisiti minimi richiesti dalla normativa europea per la costruzione e per la conduzione della camere iperbariche. Inoltre è da riscontrare che la modalità del trattamento iperbarico, che vede l'ambiente saturo di ossigeno, non trova riscontro in Europa e non potrebbe essere praticato proprio per ragioni di sicurezza''. Le indicazioni per i trattamenti, sottolinea l'associazione, ''sono ben codificate dalle Società Scientifiche Nazionali ed Internazionali e rispondono a criteri di evidenza scientifica''. Ma gli esperti rilevano come recentemente si osservi in tutta Italia una richiesta per trattare bambini cerebropatici su sollecitazione di singoli centri nel mondo e ''con non chiare esigenze di business''. Ad oggi però, avvertono gli anestesisti-rianimatori, ''non esistono evidenze scientifiche su possibili benefici dell'ossigenoterapia iperbarica nei bambini affetti da cerebropatia. Questa patologia, quindi, non trova indicazione al trattamento nelle linee guida scientifiche, neppure in quelle americane''. ''Pur comprendendo il desiderio delle famiglie di trovare soluzioni a situazioni di grave sofferenza dei bambini - conclude l'Aaroi - ribadiamo la correttezza del percorso della ricerca sotto il controllo del Ministero della Sanità e delle Società Scientifiche; Percorso iniziato recentemente e che necessita ancora di verifiche accurate''.

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