Fnomceo, per il fine vita decide il paziente

Medicina Generale | Redazione DottNet | 14/06/2009 09:19

L'alleanza terapeutica tra medico e paziente deve essere ''il baricentro'' nelle scelte di fine vita: il ruolo del medico va quindi ''rivalutato'' ed il legislatore deve intervenire formulando un ''diritto mite''. In questo quadro, anche per i trattamenti di nutrizione e idratazione artificiale deve pesare il consenso informato del paziente.

E' questa la posizione della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) che, al termine di due giorni di confronto a Terni, ha varato un documento sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (Dat). Il documento - approvato con 85 voti favorevoli, 5 contrari e 7 astensioni dai presidenti degli Ordini provinciali presenti al Consiglio Nazionale - ribadisce in sostanza la perplessità della categoria in merito al ddl sul testamento biologico nella versione approvata dal Senato, dicendo 'no' al fatto che una legge entri in maniera ''intrusiva'' nella relazione di cura medico-paziente. E' riaffermata, spiega la Fnomceo, ''la convinzione che le previsioni del Codice di Deontologia Medica abbiano forza giuridica ed etica e siano di per sè idonee ad orientare le decisioni assunte in un'alleanza terapeutica'' che è ''il più alto punto di incontro tra autodeterminazione del paziente e libertà di scelta del medico''. Per questo, si legge nel documento, ''su queste delicate ed intime materie, il legislatore dovrà intervenire formulando un diritto mite''. Un diritto, cioè, che si limiti esclusivamente a definire ''la cornice di legittimità giuridica sulla base dei diritti della persona costituzionalmente protetti, senza invadere l'autonomia del paziente e quella del medico, prefigurando tipologie di trattamenti disponibili e non disponibili nella relazione di cura''. Chiara, dunque, la posizione degli Ordini dei medici: ''Ogni decisione non può che essere l'espressione dell'unicità di quella singola alleanza terapeutica, che contiene in sè tutte le dimensioni per legittimare e garantire la scelta giusta nell'interesse esclusivo del paziente e nel rispetto delle sue volontà''. Anche riguardo i trattamenti di nutrizione e idratazione artificiale (il testo uscito dal Senato prevede che tali trattamenti non possano essere oggetto delle Dat), la Fnomceo afferma che a pesare deve essere il consenso informato del paziente. Questi i punti centrali del documento:
- SU NUTRIZIONE ARTIFICIALE DECIDANO PAZIENTE E MEDICO: La nutrizione artificiale, si legge nel documento, ''è trattamento assicurato da competenze mediche, in grado di modificare la storia naturale della malattia, calibrato mediante la prescrizione di nutrienti somministrati attraverso procedure artificiali ed infine richiedente il consenso informato del paziente in ragione dei rischi connessi''. In queste circostanze, è la posizione degli ordini dei medici, ''le finalità che ne legittimano l'utilizzo definiscono anche i suoi limiti, quelli sui quali può intervenire la scelta informata e consapevole, attuale o dichiarata anticipatamente del paziente, e la libertà di scienza e coscienza del medico''.
- OBIEZIONE COSCIENZA MEDICI: Va previsto per il medico e per tutto il personale sanitario il diritto all'obiezione di coscienza rispetto ai contenuti delle Dat, ma il medico deve continuare la sua assistenza fino a quando un altro collega assumerà quelle volontà. La Fmoceo chiede anche che si preveda che ''gli atti commessi o omessi dai medici in osservanza delle volontà giuridicamente valide del paziente, escluse quelle eutanasiche o di assistenza al suicidio, li esonerino da qualsivoglia responsabilità civile e penale''.
- OSSERVATORIO NAZIONALE SU FINE VITA: La Fnomceo ritiene infine indispensabile l'istituzione di un Osservatorio Nazionale sui comportamenti e le scelte di fine vita. ''Il nostro lavoro - ha concluso il presidente Fnom Amedeo Bianco - si muove anche nell'auspicio che, dopo una pausa di riflessione che coinvolga tutti i soggetti interessati, il confronto riprenda in un clima più sereno e con un dialogo costruttivo''.
 

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