Continua a calare la spesa farmaceutica

Farmacia | Redazione DottNet | 14/06/2009 09:28

La spesa farmaceutica netta a carico del SSN nel primo bimestre del 2009 ha fatto registrare un calo del -4,3% rispetto allo stesso periodo del 2008, attestandosi a 1.937 milioni di euro, pari a 32,49 euro per ciascun cittadino italiano. Nel primo bimestre si registra anche, a differenza di quanto avvenuto nei mesi scorsi, un calo del numero delle ricette: -1,9% rispetto al 2007.
Nel primo bimestre 2009 le ricette sono state quasi 96 milioni, pari a 1,61 ricette per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del SSN sono state oltre 175 milioni, con un calo del -1,9% rispetto allo stesso periodo del 2008. Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media circa 3 confezioni di medicinali a carico del SSN.
 

Nel mese di gennaio 2009 la spesa ha fatto registrare un calo del -4,6% e il numero delle ricette è diminuito del -1,4%. Nel mese di febbraio 2009 la spesa è calata del -4,1% e il numero della ricette del -2,4%. Il calo delle ricette in gennaio e febbraio può essere motivato dal fatto che l'epidemia influenzale si sia concentrata prevalentemente nel mese di dicembre 2008 che, infatti, ha fatto registrare un notevole incremento del numero delle ricette rispetto a dicembre 2007 (+11,5%).
Il calo di spesa in atto da oltre due anni è dovuto sostanzialmente alla riduzione del valore medio delle ricette stesse che si verifica anche nel primo bimestre 2009 (-2,5%), cioè al fatto che vengano prescritti farmaci di prezzo mediamente più basso (il prezzo medio è di 12,44 euro, a fronte di 12,60 euro del primo bimestre 2008). Il valore delle ricette continua a calare per gli effetti degli interventi sui prezzi dei medicinali varati dall'Agenzia del Farmaco a partire dal 2006, del crescente impatto del prezzo di riferimento per i medicinali equivalenti e delle misure applicate a livello regionale. Tra queste ultime, l'estensione in diverse Regioni del rimborso di riferimento agli inibitori di pompa protonica (misure che, come previsto dalla legge n. 222/2007, non potranno più essere introdotte); la reintroduzione (Abruzzo, Campania e, dal 17 settembre 2008, Lazio) o l'appesantimento (Sicilia) del ticket; la distribuzione diretta o tramite le farmacie di medicinali acquistati dalle ASL; la limitazione della prescrizione a una confezione per ricetta (applicata, ad esempio, in Calabria).

Le farmacie continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa, oltre che con la diffusione degli equivalenti e con la tempestiva fornitura dei dati analitici dei medicinali erogati in regime di SSN, anche con lo sconto al SSN. Nei primi due mesi del 2009 le farmacie hanno garantito, proprio con lo sconto, un risparmio di oltre 100 milioni di euro, ai quali si aggiungono oltre 13 milioni di euro derivanti dal pay-back attivato a carico delle farmacie a decorrere dal 1° marzo 2007.
È bene ricordare che lo sconto a carico delle farmacie aumenta all'aumentare del prezzo del farmaco, facendo sì che i margini reali della farmacia siano regressivi rispetto al prezzo.

A seguito degli interventi regionali sui ticket, l'incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini è passata dal 4,7% del primo bimestre 2008 al 5,7% del primo bimestre 2009. Nelle Regioni con ticket più incisivo le quote di partecipazione hanno un'incidenza sulla spesa lorda tra il 7,1% e il 9,4%. Particolarmente evidente l'incremento dell'incidenza delle quote di partecipazione nel Lazio, dove, dal 1° di dicembre, il ticket è di 4 euro a confezione sui farmaci coperti da brevetto di prezzo superiore a 5 euro: l'incidenza del ticket sulla lorda è passata dal 2% del primo bimestre 2008 al 7,1% del primo bimestre 2009. Si segnala che il ticket è stato introdotto dall'8 maggio 2009 anche in Calabria, nonostante il calo di spesa in atto, con effetti che si vedranno nei prossimi mesi.
Da notare anche l'aumento medio dell'incidenza delle quote pagate dai cittadini nelle Regioni che non applicano ticket sui farmaci (dove i cittadini pagano solo l'eventuale differenza tra prezzo di riferimento e prezzo della specialità medicinale più costosa): in queste Regioni, nel primo bimestre 2009, le quote di partecipazione hanno avuto un'incidenza sulla spesa lorda tra l'1,8% e il 2,7%, che oscillava, però, tra l'1,3% e il 2% nello stesso periodo del 2008. Il maggior onere per i cittadini è dovuto in gran parte alle polemiche strumentali che hanno investito i farmaci generici, accusati di scarsa efficacia, e la sostituzione da parte del farmacista. Tali polemiche hanno fatto sì che i cittadini siano diffidenti nei confronti del generico e tendano a preferire il farmaco di marca, pur dovendo pagare la differenza di prezzo.
Per una panoramica sui ticket applicati dalle singole Regioni vedi il sito www.federfarma.it alla voce "ticket regionali". Il calo di spesa, nel primo bimestre 2009, caratterizza praticamente tutte le Regioni, con la sola eccezione del Piemonte (+1,8%). La diminuzione è particolarmente evidente in Molise (-10,5%), Lazio (-10,4%), Sicilia (-8,8%), Regioni interessate da piani di rientro dal deficit, che hanno adottato misure di contenimento della spesa molto drastiche, con particolare riferimento al potenziamento della distribuzione di medicinali acquistati dalle ASL direttamente agli assistiti e/o tramite le farmacie convenzionate sulla base di specifici accordi.

 

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