Nel 2014 i farmaci anticancro saranno per via orale

Redazione DottNet | 14/06/2009 09:42

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Tra cinque anni oltre un farmaco anti-cancro su due sarà somministrato per via orale. E' la stima di Marco Venturini, direttore Oncologia Medica dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negar (Verona), in un incontro organizzato da GlaxoSmithKline.

''Già negli ultimi quattro anni - ha affermato Venturini - abbiamo assistito ad una grande espansione delle terapie orali in oncologia; In Usa la percentuale di pillole anticancro in sviluppo è più che raddoppiata e dei 400 farmaci antineoplastici in sviluppo la quota rappresentata dagli orali è di circa un quarto''. Ma in Italia, ha aggiunto, ''c'è un forte ritardo organizzativo delle strutture oncologiche nei confronti delle terapie orali, che sono preferite da 9 pazienti su 10. Bisogna creare strutture capaci di somministrare la terapia orale in totale sicurezza, spiegandone i rischi al paziente, in modo da non lasciarlo solo con le pillole, che - ha sottolineato l'esperto - possono rappresentare una svolta in oncologia e per la qualità di vita dei malati''. E non è l'unico ritardo italiano, ha aggiunto Francesco Cognetti, Direttore Oncologia Medica Istituto Regina Elena di Roma: ''La curva dei tempi di approvazione dei farmaci nel nostro paese, oncologici compresi, è in salita; è un'anomalia dell'Italia, già in ritardo su questo fronte''. Inoltre, ha rilevato, ''ci sono Regioni che, nonostante il farmaco sia stato approvato a livello nazionale, decidono di non inserirlo nel prontuario terapeutico regionale''. Questi ritardi, ha concluso Cognetti, ''sono ancora più gravi quando parliamo di farmaci anticancro, poichè il fattore tempo per la sopravvivenza di un paziente è notevole''. Tutto ciò si aggiunge al dato, anch'esso preoccupante, emerso dal sondaggio commissionato da GlaxoSmithKline su 1000 donne: solo una su due fa la mammografia, e non con la periodicità necessaria, segno che l'Italia è indietro quanto ad adesione agli screening preventivi.