Da Repubblica-salute: La nuova sfida di Chiesi: fare più ricerca

Redazione DottNet | 14/06/2009 09:52

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Investire in ricerca è una strategia vincente. Chiesi Farmaceutici, premiata con il Long Life Family Business Award per l'impresa familiare di maggior successo, lo ha capito e continua da oltre settanta anni ad avanzare.

 Il più recente passo è la nascita a Parma del nuovo Centro Ricerche che il gruppo ha presentato nei giorni scorsi a Roma. La struttura i cui lavori sono già iniziati, sarà operativa nel 2011. Il complesso, costruito secondo criteri di ecosostenibilità, ha una superficie di 22 mila metri quadrati, impiegherà 300 ricercatori italiani e stranieri, previsto un investimento di 70 milioni di euro. "Questo investimento rappresenta una conferma della strategia che ci vede fortemente impegnati nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci", ha detto Alberto Chiesi, presidente e amministratore delegato dell'azienda farmaceutica, "stiamo affrontando una fase particolarmente significativa della nostra crescita, la presenza diretta nei principali mercati europei, il recente ingresso in quello americano e questo Centro di Ricerca consolidano ulteriormente il nostro ruolo internazionale nel settore delle patologie respiratorie e delle malattie rare". Il Centro Ricerche permetterà di intensificare le attività interne di ricerca e sviluppo integrandole con quelle degli altri centri in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Si agevoleranno la partnership con il mondo accademico e altri centri di ricerca. Nel 2008 gli investimenti in R&D hanno raggiunto i 108 milioni di euro pari al 14,5% del fatturato che ha toccato quota 749 milioni di euro di cui il 62% realizzato a livello internazionale. Sergio Dompè, presidente di Farmindustria, ha apprezzato la realizzazione del nuovo Centro Ricerche Chiesi come realtà che sfida la crisi economica attuale e crea valore aggiunto per la ricerca made in Italy che solo nel 2008 ha speso in ricerca e sviluppo 1.200 milioni di euro. Chiesi dedica il massimo impegno alla cura delle malattie polmonari (asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva). Ma anche per le malattie rare: sindrome da distress respiratorio, apnea dei prematuri e displasia broncopolmonare. Sono in via di completamento preclinico 4 nuove classi di composti per il trattamento dell'infiammazione cronica delle vie aeree. Chiesi inoltre ha introdotto nel trattamento dei pazienti con asma e BPCO un distanziatore che aumenta l'efficacia dell'inalatore (spacer). Prosegue lo sviluppo clinico di di carmoterolo nel trattamento della BPCO e dei Long Acting Muscarinic Antagonist M3.