Tumori: allarme lampade abbronzanti, esperti mettono in guardia da rischi

Redazione DottNet | 15/06/2009 10:03

geriatria ipofisi

Lampade abbronzanti sotto accusa per i possibili danni alla salute: fanno aumentare i rischi di tumori della pelle, come melanoma. Per questo sono 'fortemente sconsigliate'. A puntare il dito contro l'abbronzatura artificiale è l'Accademia francese di medicina, che bacchetta anche le autorità sanitarie che non informano sufficientemente i cittadini sui rischi.

La dura presa di posizione dell'Accademia francese nasce anche dalla constatazione che, nel mondo occidentale, cresce in maniera esponenziale l'utilizzo di lampade e lettini abbronzanti. Allo stesso tempo "è largamente provato - dicono i 'saggi' - che l'esposizione ai raggi ultravioletti A e B è responsabile della recrudescenza dei tumori cutanei, il cui numero raddoppia ogni 10 anni". Gli esperti ricordano, infatti, che i raggi Uv, sia naturali che artificiali, possono essere molto dannosi. Da tempo è stato accertato l'effetto
cancerogeno sugli animali dei raggi Uvb e tutte le informazioni scientifiche disponibili indicano che "i raggi Uva emessi dai lettini abbronzanti, che penetrano più profondamente nella pelle, abbiano un ruolo fondamentale nell'insorgenza dei tumori cutanei". L'esposizione ai raggi artificiali, in pratica, rafforza gli effetti nefasti, ben noti, di un'eccessiva esposizione al sole. A fronte di tutto questo l'Accademia punta il dito anche contro il 'lassismo' istituzionale con lo scarso impegno su informazione e prevenzione. Gli esperti francesi deplorano, per esempio nel loro Paese, la promozione di queste pratiche in tv e al cinema, senza che ci siano almeno avvertenze sui rischi da parte del Consiglio superiore dell'audiovisivo. E denunciano una legislazione "falsamente protettiva" che lascia credere che l'uso dei lettini e delle cabine a raggi Uva possa essere accettabile se si rispettano le indicazioni di legge. Indicazioni, tra l'altro, quasi mai seguite, secondo un'indagine realizzata da associazioni di consumatori francesi.