Medicina: 1 mln italiani con eczema mani, in arrivo nuovo farmaco

Dermatologia | Redazione DottNet | 15/06/2009 10:09

Nuove speranze di cura per i 'forzati dei lavori umidi': casalinghe, parrucchieri, cuochi, baristi, odontotecnici con eczema delle mani. Per loro, e per circa un milione di italiani colpiti da questa patologia, è in arrivo un nuovo farmaco, appena approvato dall'Emea (Agenzia europea per la valutazione dei medicinali), in grado di migliorare sensibilmente i sintomi in tre casi cronici su quattro, e di risolvere il problema in un caso su due.

Lo dimostra uno studio su mille pazienti che sarà presentato a Firenzeal congresso della Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse (Sidemast). Nel nostro Paese l'eczema delle mani, che riguarda le donne in  oltre il 60% dei casi, è oggi tra le più diffuse patologie professionali, ricordano i dermatologi in una nota. La forma cronica colpisce circa 80 mila persone, di cui la metà è refrattaria alle cure standard a base di corticosteroidi. L'eczema delle mani è provocato
nella maggior parte dei casi da dermatiti da contatto dovute a fattori scatenanti quali vernici, saponi e solventi. Eliminarli per prevenire i sintomi è impossibile, così spesso la patologia diventa cronica (persiste oltre sei mesi). In questi casi i pazienti sono costretti a
convivere con mani arrossate, che danno prurito, con la pelle coperta di vesciche e spaccature."L'alitretinoina (Basilea Pharma), un retinoide fisiologico derivato dalla vitamina A, viene oggi in aiuto a questi pazienti - spiega Torello Lotti, presidente del Congresso e neoeletto presidente dell'International Society of Dermatology - Il farmaco, assunto per via orale una volta al giorno per 3-6 mesi, risolve infatti l'eczema grave delle mani in un paziente su due, e riduce significativamente i sintomi del 75%. Si tratta del primo e unico medicinale approvato dall'Emea per il trattamento degli adulti con eczema cronico grave delle mani, che non risponde a trattamenti topici a lungo termine, inclusi potenti corticosteoroidi".
 

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