Terapia con broncodilatatori nella gestione dell' asma acuta

Pneumologia | Redazione DottNet | 15/06/2009 16:48

Uno studio svolto presso la “Pulmonary and Critical Care Medicine Division, Brigham & Women's Hospital”di Boston (USA) ha valutato il ruolo e quindi l’importanza dei broncodilatatori nella gestione dell’ asma acuta.

 

Infatti, negli ultimi anni, il trattamento dell’ asma acuta con broncodilatatori si è notevolmente sviluppato. I broncodilatatori che si sono dimostrati più efficaci e che quindi sono diventati la terapia d’elezione per questa patologia sono gli agonisti beta-adrenergici. Essi infatti, si sono dimostrati i meno tossici ed i più efficaci tra i broncodilatatori che vengono somministrati per via inalatoria ai pazienti che non collaborano. Altri broncodilatatori, inclusa l’ amminofillina, anticolinergici inalatori, e solfato di magnesio somministrato per via intravenosa, si sono mostrati farmaci significativamente meno efficaci rispetto ai beta agonisti nel combattere la broncocostrizione, questo è stato dimostrato dal fatto che fino ad ora non sono ancora stati individuati pazienti che hanno mostrato miglioramenti indicativi con questi farmaci. In ogni caso, restano ancora delle domande per quanto riguarda la dose ottimale, la frequenza di somministrazione ed il modo di inalazione dei beta agonisti nell’ asma acuta. Infine, è importante ricordare che la terapia con broncodilatatori costituisce solo una componente del trattamento dell’ asma acuta. Altre terapie d’elezione per il trattamento dell’ infezione delle vie aeree sono: i corticosteroidi somministrati per via sistemica, il supplemento con ossigeno per pazienti ipossemici, un attento monitoraggo della funzione polmonare ed infine un piano di cure di pronto soccorso.

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