Biotestamento, è polemica fra medici. Bianco: non sono preoccupato

Redazione DottNet | 16/06/2009 08:57

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Le differenze di posizione in merito ad un tema come quello del ddl sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) sono ''fisiologiche'', ma questo ''non significa che ci sia una lacerazione all'interno della Federazione nazionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri''.

Ad affermarlo è il presidente della stessa Federazione Fnomceo, Amedeo Bianco, commentando le prese di posizione dopo l'approvazione del documento Fnomceo sulle Dat da parte del Consiglio nazionale. Il documento, che auspica una modifica del ddl licenziato dal Senato e definisce solo l'alleanza terapeutica tra medico e paziente come il possibile ''baricentro'' nelle scelte di fine vita, è stato approvato sabato scorso con 85 voti favorevoli, 5 contrari e 7 astensioni dai presidenti degli Ordini provinciali. I voti contrari sono quelli degli Ordini dei medici di Bologna, Milano, Lodi, Pavia e Potenza. Ma tale diversità espressa da alcuni Ordini non allarma il presidente Fnomceo: ''Si è arrivati a questo documento - spiega - attraverso un percorso di confronto con tutti gli attori, dalle Società scientifiche ai medici alle associazioni dei malati. E' stato un confronto sereno, dal quale sono emerse alcune posizioni fortemente contrarie al ddl ed altre più interlocutorie, ma alla fine il documento ha ricevuto un larghissimo consenso in seno al Consiglio nazionale''. In altre parole, chiarisce Bianco, ''che ci siano delle posizioni diversificate da parte di alcuno Ordini mi sembra fisiologico, ma questo non cambia la posizione maggioritaria, ne' credo bisogna esagerare su tali presunte lacerazioni della categoria''. E se altri Ordini dovessero produrre documenti propri sulla materia, allora si tratterà, sottolinea Bianco, ''di posizioni minoritarie nella Fnomceo, sulle quali comunque si potrà aprire un confronto pubblico''. Quindi, nessun rischio di ''scisma'' interno alla Federazione: ''Si sono verificate sul tema delle Dat delle diversità di approccio da parte di una quota marginale di Ordini. Sono posizioni minoritarie e paventare un rischio 'lacerazione' nella Fnomceo - conclude Bianco - mi sembra esagerato''. La nutrizione di un essere umano in stato vegetativo ''non è un atto medico e rientra, con l'idratazione, nella categoria dei sostegni vitali che non possono essere negati a nessuno''. Così l'Associazione Scienza & Vita interviene nel dibattito sollevato dalla presa di posizione della Federazione nazionale ordini medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), che in un proprio documento prevede la possibilità di interrompere la nutrizione dei malati in stato vegetativo sulla base di dichiarazioni anticipate. L'associazione afferma di ''prendere atto della profonda spaccatura che si è manifestata all'interno della categoria medica'' e invita i vertici della Fnomceo ad ''accostarsi al tema secondo il principio di precauzione''. ''Pur prendendo atto che la Fnomceo sposa la causa dell'alleanza terapeutica fra medico e paziente - afferma Scienza e vita - mettiamo in guardia dal rischio di abbassare la guardia negli stati vegetativi, come in generale nel fine vita, ovvero nei momenti di maggiore fragilità dell'esistenza umana''. Purtroppo, conclude l'associazione, ''il passo è breve: non basta proclamare di essere contro l'eutanasia e il suicidio assistito. Infatti, cos'è il decidere in anticipo di lasciarsi morire di fame e di sete se non una forma di suicidio al quale il medico dovrebbe assistere impotente?''. ''La posizione dei medici sulle dichiarazioni anticipate di volontà non potrà essere ignorata dalla Camera dei deputati quando affronterà il tema del testamento biologico''. Lo ha dichiarato in un comunicato il senatore Ignazio Marino (Pd) commentando le decisioni assunte dal consiglio nazionale della federazione dei medici. ''L'auspicio della Fnomceo ad aiutare la ripresa di un confronto sereno per offrire soluzioni condivise - ha proseguito Marino - non può che trovarmi completamente d'accordo. Come ho detto tante volte la politica non può scrivere delle leggi che hanno a che fare con la medicina, la scienza e con i diritti costituzionali delle persone senza tenere conto di che cosa pensano i medici, perchè - ha concluso - sono loro che con questi temi hanno a che fare ogni giorno, nell'esercizio di una professione difficile e delicatissima''. La Federazione degli ordini dei medici (Fnom) ha ''condiviso la gran parte dei punti fondanti della legge approvata in Senato'' sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat). Lo dichiara il senatore Raffaele Calabrò (PdL), relatore in Senato della legge sul testamento biologico. ''In particolare - rileva Calabrò in una nota - la Fnom riconosce la non vincolatività delle dichiarazioni anticipate di trattamento e il ruolo del medico chiamato ad attualizzarle e contestualizzarle. Riconosce inoltre il ruolo del fiduciario, che deve rappresentare le volontà del dichiarante, e riconosce l'importanza del fatto che le Dat non siano illimitate nel tempo e che vengano redatte alla presenza di un medico che con chiarezza possa chiarirne gli aspetti tecnici''. Secondo Calabrò è dunque ''evidente l'apprezzamento nei confronti del testo di legge da parte della Fnom. Resta - precisa - un unico punto di distanza, rispetto alla possibilità o meno che idratazione e alimentazione siano oggetto di dichiarazioni anticipate: le società scientifiche non sono concordi sul fatto che si tratti di terapie, e grazie al dialogo da tutti auspicato confidiamo di convincere anche la Fnom del fatto che in una materia così delicata di fronte a un'incertezza debba valere il principio di precauzione''. ''Dispiace - conclude Calabrò riferendosi alle dichiarazioni di Ignazio Marino (Pd), secondo il quale la Camera ''non può ignorare i medici'' - che il senatore Marino non abbia compreso ciò che la Fnom sostiene nel suo documento, o, peggio ancora, che abbia basato le sue valutazioni su qualche titolo di giornale invece di approfondire attraverso la lettura del testo, come una materia così complessa consiglierebbe di fare''.