Alimenti: in Italia 500 ritiri l'anno per ogni catena di supermercati

Redazione DottNet | 17/06/2009 10:00

In Italia una catena di supermercati ritira ogni anno dagli scaffali 400-500 prodotti alimentari. E' quanto emerge incrociando i dati forniti dal ministero della Salute con quelli del controllo qualità di Coop ed Esselunga. Un tema all'ordine del giorno anche in Europa, visto che l'anno scorso l'Italia ha inviato alla DG Sanco di Bruxelles (organismo che coordina il sistema di allerta alimentare europeo Rasff) ben 468 segnalazioni (su un totale di 3.040), collocandosi al primo posto dopo la Germania e la Gran Bretagna. Se ne è parlato nell’ edizione di 'Sicura', Convention su sicurezza alimentare e nutrizione.
 

"I problemi più diffusi - riporta una nota degli organizzatori dell'evento, curato dall'Ausl di Modena - riguardano la presenza di micotossine in pistacchi e arachidi, poi ci sono salmonella e uso di additivi e coloranti vietati, seguiti dai residui di fitofarmaci e dalla migrazione di sostanze nocive dalla confezione all'alimento". I prodotti made in Italy esportati all'estero e ritirati dal commercio in un anno sono stati 99 (80 segnalati dal nostro ministero e altri 19 da altri Paesi). Al conteggio si sommano 234 casi di allerta arrivati delle Asl su alimenti destinati esclusivamente al mercato italiano. Per fare fronte alle emergenze, gli uffici controllo qualità di Coop e Esselunga dispongono di una struttura pronta a intervenire in poche ore. La questione è abbastanza semplice quando l'allerta indica un solo articolo. Risulta più complicata quando la segnalazione interessa un ingrediente utilizzato in centinaia di preparazioni, come è avvenuto qualche anno fa per il peperoncino colorato con una sostanza cancerogena (Sudan 1), e più di recente con la carne di maiale irlandese alla diossina. In questi casi il ritiro si estende a diversi prodotti e la gestione si complica.

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