Tumori: da italiani nuove speranze contro melanoma

Redazione DottNet | 17/06/2009 13:21

cellule melanoma

Nuove speranze nella lotta al melanoma da uno studio tutto italiano che ha guadagnato le pagine della rivista 'Oncology Reports'. La ricerca, condotta dall'Ibim-Cnr, indica alcuni derivati della porfirina quali candidati per mettere a punto terapie contro questo tumore cutaneo: il più letale per la popolazione di pelle chiara.

Il melanoma è la forma più aggressiva di cancro cutaneo nella popolazione caucasica di pelle chiara, ricordano gli esperti. La sua resistenza agli attuali trattamenti antitumorali è nota e rende essenziale l'individuazione di nuovi e più efficaci agenti chemioterapici. Lo studio 'tricolore', firmato da Giovanna Barbieri e Maria Assunta Costa dell'Istituto di biomedicina e immunologia molecolare (Ibim) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Palermo, ha identificato una nuova classe di derivati della porfirina (sintetizzati dal gruppo capitanato da Lorenzo Pellerito, del Dipartimento di chimica generale e inorganica dell'ateneo di Palermo), la cui efficacia come potenziali farmaci antitumorali è basata sulla proprietà della porfirina accumularsi in grande quantità e per lunghi periodi di tempo solo nelle lesioni tumorali. "Questi derivati della porfirina possono essere considerati degli ottimi candidati per la progettazione di agenti terapeutici ed approcci terapeutici migliori - confermano Costa e Barbieri in una nota del Cnr - Avevamo precedentemente dimostrato che due derivati della porfirina, il (Bu2Sn)2TPPS e il (Bu3Sn)4TPPS, determinano il 100% di morte delle cellule di melanoma inducendo l'apoptosi, un processo altamente regolato che determina la morte cellulare mediante una sorta di 'suicido'". L'obiettivo della nuova ricerca è stato dunque lo studio dei segnali intracellulari attivati da questi complessi. "La morte per apoptosi delle cellule di melanoma trattate con questi derivati della porfirina dipende dall'attivazione di alcune protein-chinasi (MAPK o mitogen activated protein kinase)", spiegano le ricercatrici dell'Ibim-Cnr. "Utilizzando la naturale fluorescenza della porfirina - proseguono - abbiamo inoltre osservato la localizzazione di questi complessi nei nuclei e nei nucleoli delle cellule di melanoma trattate. I risultati ottenuti suggeriscono che i target di questi derivati della porfirina sono probabilmente localizzati nel nucleo". Lo studio, infine, "dimostra che, usati in soluzioni maggiormente diluite, questi derivati della porfirina sono meno tossici per le cellule di melanoma ma sufficienti a inibire la crescita e la motilità cellulare, suggerendo dunque un loro ruolo fondamentale nella regressione dello stato invasivo-metastatico delle cellule di melanoma".