Regioni, parte il sistema di valutazioni delle prestazioni sanitarie

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 18/06/2009 19:35

Parte il sistema di valutazione delle prestazioni sanitarie delle Regioni. Toscana, Liguria, Piemonte e Umbria sono le prime ad assegnare un punteggio a indicatori importanti (finora 40, ma l'obiettivo è di arrivare a 130), come tasso di ricoveri, liste d'attesa, qualità clinica, spesa farmaceutica.

ll sistema, nel quale i valori vengono collocati nelle cinque fasce concentriche di un bersaglio, è stato messo a punto dal laboratorio Management e sanità (Mes) della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ed è stato presentato a Roma, presso l'Istituto Superiore di Sanità. Positivo il giudizio del viceministro del Welfare, Ferruccio Fazio, per il quale il sistema di valutazione presentato è lo strumento ottimale per ''costruire un sistema nazionale che sia continuamente aggiornabile'' e che ''utilizzi le esperienze di tutte le Regioni, prendendo il meglio da tutte''. Dallo studio, finanziato dalla Fondazione Lilly, emerge inoltre che altre nove Regioni, più le Provincie autonome di Trento e Bolzano, sono disposte ad adottare sistemi di valutazione. Restano fuori, per il momento, Lazio, Molise, Abruzzo, Emilia Romagna, Calabria e Valle d'Aosta. Secondo la responsabile dello studio, la direttrice del laboratorio Meb Sabina Muti, ''proprio le Regioni sottoposte ai piani di rientro della spesa sanitaria da parte del governo nazionale avrebbero più bisogno di ricorrere al sistema di valutazione per definire gli obiettivi da perseguire nel tempo e misurare la capacità di raggiungerli''. In generale, ha osservato ancora Nuti, ''la maggior parte delle Regioni è disposta a dotarsi di strumenti di valutazione''. Il modello di riferimento per la valutazione è quello adottato da tempo dalla Toscana e recentemente brevettato. Nel frattempo l'esperienza di questa Regione sta crescendo, ha detto l'assessore alla Sanità della Toscana, Enrico Rossi: ''entro l'anno - ha detto - passeremo a valutare i responsabili delle oltre 1.100 Unità operative della Regione. La valutazione non può infatti non partire dalla cima, a cominciare da chi ha responsabilità''. In corso anche la valutazione finanziaria basata sulla contabilità economica, basata su più parametri e pluriennale''. Tra i risultati più significativi ottenuti finora, il più basso numero di ricoveri ogni mille abitanti in Italia: ''il territorio - ha rilevato Rossi - evita che abbiano acutizzazioni persone con malattie croniche''. Significativa anche l'esperienza della Sicilia. Qui, ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, si sta affermando il ''valore economico della legalità'', grazie a iniziative come il ricorso a gare pubbliche per l'acquisto del vaccino contro il papilloma virus responsabile del tumore del collo dell'utero, il cui costo è così sceso da 106 a 43 euro. Sempre nella sanità siciliana i dipartimenti sono stati ridotti da cinque a due ed è stata creato un processo comune per l'acquisizione dei dati.

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