2009 è anno delle fusioni, da Bigpharma a Biopharma

Redazione DottNet | 19/06/2009 13:55

La prima metà del 2009 ha visto il concludersi di quattro megafusioni fra Big Pharma, sulla scia della scadenza di brevetti su medicinali 'chiave' della pipeline di molte aziende, della concorrenza dei generici e della diminuzione della produttività nel campo della ricerca e dello sviluppo di nuovi prodotti, tutte situazioni aggravate dalla crisi economica mondiale.

A essere più 'appetitose' sono in questo momento le grandi industrie con una gamma di farmaci che al contrario non sono strette nella morsa della scadenza della protezione commerciale sui loro farmaci così come le industrie biotech, secondo il report 'M&A Trends in Pharma-Biotech: An Analysis of a Business Model' di Frost&Sullivan.
Questo è il motivo per cui, ad esempio, Merck&Co. ha deciso di accaparrarsi la connazionale Schering-Plough: essa ha al suo attivo ben 18 farmaci in fase III di sviluppo, una ventata di aria fresca nel suo porfolio prodotti e in quello di chi l'ha acquisita. Secondo gli esperti, a essere protagoniste di nuovi affari miliardari saranno Bristol-Myers Squibb, AstraZeneca, Sanofi-Aventis, GlaxoSmithKline,
Novartis e Johnson&Johnson, che già hanno fatto passi avanti rendendosi protagoniste di una pletora di acquisizioni: Scios è stata comprata da J&J, Serenex & CovX da Pfizer, Domantis da Gsk e NovaCardia, Abmaxis, GlycoFi & Sirna Therapeutics da Merck & Co. Le
partnership si trasformeranno inoltre presto in acquisizioni, assicurano da Frost&Sullivan, dando spazio anche ad aziende biotech di piccole o medie dimensioni.

 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato