Dal Corriere della Sera: E le ricette saranno «smaterializzate»

Redazione DottNet | 20/06/2009 21:08

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Dicono che adesso ci siamo davvero. Perché di sanità digitale si parla da anni, ma ancora la rivoluzione promessa non s' è vista. E tuttora, ad esempio, in Italia circolano ogni anno 550 milioni di ricette mediche, con cui facciamo la spola dal medico di base alla farmacia: ingolfano gli archivi, facilitano gli errori (provare a decifrare la calligrafia di alcuni medici per credere), complicano le verifiche delle esenzioni.

Problemi con un prezzo: ogni foglietto di carta rossa costa 1 euro, per errori di prescrizione ed esenzione si pagano ogni anno 14 miliardi. Così "smaterializzare" ricette e certificati di malattia (12 milioni all' anno) per risparmiare e facilitare la vita ai cittadini è la prima mossa in tema di salute del progetto E-Government 2012, presentato a Palazzo Chigi a fine aprile. Entro dicembre 2010, stando agli obiettivi fissati dal Ministero per la pubblica amministrazione e l' innovazione, tutti i medici di famiglia e pediatri di libera scelta saranno online e prescrizioni e certificati viaggeranno via web. In pratica, il medico attraverso internet invierà la ricetta a un circuito dove il farmacista potrà consultarla per dare il farmaco al paziente, che dovrà portare con sé solo la tessera sanitaria digitale. Qualche dubbio ancora c' è, visto che per ora, ad esempio, la firma elettronica non ha valore giuridico; il 22 aprile, però, il Tavolo permanente per la Sanità Elettronica ha approvato un documento-guida sulle specifiche tecniche delle prescrizioni elettroniche, il primo passo per fare maggiore chiarezza. Ma i medici sono pronti al cambiamento? Secondo i dati diffusi dal Governo, l' 80 per cento ha un computer e la metà è connessa a Internet, ma Ovidio Brignoli, vicepresidente della Società italiana di medicina generale, crede che siano di più: «Quindicimila colleghi usano già lo stesso programma per gestire i dati dei pazienti. I problemi però non mancano e fra i più cruciali c' è la necessità di mettere d' accordo Aziende sanitarie e Regioni per far viaggiare tutta l' Italia alla stessa velocità e nello stesso modo». Perché, come al solito, ci sono le Regioni virtuose, con progetti ben avviati e funzionanti e quelle in cui regna il caos informatico. L' obiettivo è armonizzare tutto questo e arrivare al fascicolo sanitario elettronico unico di cui si favoleggia da tempo, un altro dei cardini del progetto E-Gov 2012 (che a regime dovrebbe far risparmiare alla sanità 30 miliardi di euro). Secondo la tabella di marcia , ognuno di noi avrà la sua cartella digitale con la storia medica aggiornata e consultabile ovunque entro il 2012. Ma i punti critici non mancano. «Ad esempio, la questione privacy - dice Brignoli -. Adesso il Garante propone di rendere fruibili alcune parti della cartella clinica solo a determinati specialisti: così facendo i dati cardiologici, ad esempio, potrebbe vederli solo il cardiologo. E questo non tutela il paziente, che va gestito da qualunque medico in maniera globale». C' è da lavorarci, insomma: le linee guida sulla cartella digitale sono previste per dicembre 2009, ma a oggi sono completate al 10% (infatti, se si va sul sito www.e2012.gov.it si trova una faccetta seria che riassume la questione). Però Brignoli è ottimista: «Chi ha provato la gestione informatizzata dei pazienti non torna indietro, perché i vantaggi sono enormi: il lavoro è più semplice e seguiamo meglio i nostri assistiti; perciò credo davvero che nel giro di breve tempo il sistema cambierà radicalmente. Anche i pazienti hanno capito che il computer è un' opportunità. I più giovani mi contattano via email per avere risposte e consigli in tempi rapidi, gli anziani sanno che il medico oggi "ricorda" tutto e può ripescare proprio quel farmaco che qualche anno fa era stato tanto utile. Senza una cartella informatizzata, con 8000 farmaci e 1540 esami a disposizione, è impossibile ricordare tutto di ciascun paziente in maniera altrettanto precisa e veloce».